La regolazione del peso corporeo è un processo molto più complesso del semplice rapporto tra calorie introdotte e calorie consumate. Come approfondito nell'articolo “Fame, metabolismo e dimagrimento: come il cervello interpreta ciò che mangiamo”, l'organismo integra continuamente segnali provenienti da stomaco, intestino, tessuto adiposo, muscolo, pancreas e sistema nervoso centrale. Grelina, CCK, GLP-1, PYY, leptina, insulina e adiponectina partecipano alla costruzione di una vera e propria rete di regolazione dell'appetito, della sazietà e dell'utilizzazione energetica.
Questo significa che la qualità del segnale metabolico prodotto da un alimento può essere importante quanto il suo contenuto calorico. La presenza di fibra, la struttura fisica dell'alimento, la velocità con cui i nutrienti raggiungono l'intestino e la composizione complessiva del pasto influenzano la risposta ormonale e metabolica. La letteratura più recente conferma, per esempio, che le fibre possono intervenire sulla distensione gastrica, sullo svuotamento gastrico e sulla secrezione di ormoni intestinali quali GLP-1 e PYY, contribuendo alla regolazione della fame e della sazietà.
Allo stesso modo, il tessuto adiposo non è semplicemente un deposito passivo di energia: è un organo endocrino che produce adipokine e dialoga con cervello, fegato, muscolo e sistema immunitario. Nell'obesità e nell'eccesso adiposo possono instaurarsi alterazioni infiammatorie e della segnalazione insulinica; il rapporto tra resistina, infiammazione e insulino-resistenza nell'uomo, tuttavia, è più complesso di quanto suggeriscano alcuni modelli sperimentali e non può essere ricondotto a un unico ormone.
È all'interno di questa visione integrata che può essere letto il razionale di Dimaloe: non come sostituto dell'alimentazione né come prodotto capace, da solo, di determinare un dimagrimento, ma come formulazione nutraceutica di supporto inserita in una strategia alimentare e comportamentale più ampia.
Moltitudo presenta le proprie formulazioni come prodotti vegani, sviluppati con principi attivi selezionati e titolati, senza eccipienti industriali superflui; questa impostazione costituisce uno degli elementi distintivi della linea.
Posologia
2 capsule di Dimaloe a pranzo e 2 capsule a cena, per un totale di 4 capsule al giorno.
La dose giornaliera completa apporta 1.800 mg di formulazione e comprende:
- Garcinia cambogia, estratto titolato al 60% in acido idrossicitrico: 833 mg, pari a 500 mg di HCA;
- Gymnema sylvestre, estratto titolato al 25% in acidi gymnemici: 400 mg, pari a 100 mg di acidi gymnemici;
- Coffea arabica, estratto titolato al 45% in acidi clorogenici: 222 mg, pari a 100 mg di acido clorogenico e 4 mg di caffeina;
- Grifola frondosa (Maitake), estratto titolato al 20% in polisaccaridi: 108 mg, pari a 21,6 mg di polisaccaridi;
- Griffonia simplicifolia, estratto titolato al 20% in 5-HTP: 150 mg, pari a 30 mg di 5-idrossitriptofano;
- Rosa canina, estratto titolato al 70% in acido ascorbico: 50,4 mg, pari a 35 mg di vitamina C;
- Vitamina E: 9 mg;
- Piper longum, estratto titolato al 90% in piperina: 18 mg, pari a 16,2 mg di piperina.
Le capsule sono vegetali, rendendo la formulazione adatta a un'impostazione vegana.
La scelta di distribuire la dose tra pranzo e cena permette di associare l'assunzione del prodotto ai due principali pasti della giornata, senza concentrare l'intera quantità in un unico momento.
Il razionale: perché Dimaloe viene associato ai pasti
Il primo elemento da considerare è la regolazione dell'appetito.
Il cervello non risponde semplicemente alla quantità di energia introdotta, ma alla combinazione dei segnali provenienti dall'apparato digerente e dal tessuto adiposo. La distensione gastrica, la composizione del pasto e la presenza di nutrienti nell'intestino contribuiscono alla secrezione di CCK, GLP-1 e PYY, mentre la grelina rappresenta uno dei principali segnali periferici associati alla fame. La ricerca contemporanea considera proprio questa rete intestino-cervello uno dei sistemi fondamentali attraverso cui l'organismo regola l'assunzione alimentare.
In questo contesto, Dimaloe contiene Griffonia simplicifolia, fonte di 5-HTP, precursore della serotonina. Studi clinici più datati hanno osservato, con dosaggi decisamente superiori a quello presente in Dimaloe, una riduzione dell'assunzione alimentare e un aumento della sazietà in soggetti con obesità. Questi dati sono interessanti per il meccanismo biologico, ma non possono essere trasferiti direttamente alla dose di 30 mg di 5-HTP presente nella formulazione.
Un secondo asse è rappresentato dal metabolismo dei carboidrati.
La Gymnema sylvestre contiene acidi gymnemici, composti studiati per la loro capacità di interferire con la percezione del gusto dolce e con alcuni processi coinvolti nella gestione del glucosio. Un trial randomizzato, doppio cieco e controllato con placebo condotto in soggetti con alterata tolleranza al glucosio ha studiato Gymnema in relazione a glicemia, secrezione insulinica e sensibilità insulinica, fornendo un razionale clinico per ulteriori studi. È importante, tuttavia, ricordare che il dosaggio utilizzato nello studio era superiore a quello contenuto nella dose giornaliera di Dimaloe.
Il caffè verde, standardizzato in acidi clorogenici, rappresenta invece il principale elemento della formula rivolto al metabolismo glucidico e lipidico. Gli acidi clorogenici sono stati studiati per la loro possibile influenza sull'assorbimento del glucosio e sui processi metabolici epatici. In uno studio randomizzato, doppio cieco e controllato condotto su 150 adulti in sovrappeso, il consumo quotidiano di caffè arricchito in acidi clorogenici per 12 settimane è stato associato a una riduzione significativamente maggiore dell'area adiposa viscerale e addominale rispetto al controllo.
Anche uno studio crossover precedente su estratto di caffè verde aveva osservato riduzioni di peso corporeo, BMI e percentuale di massa grassa, sebbene su un campione molto piccolo di 16 soggetti e con dosaggi di estratto superiori a quelli presenti in Dimaloe.
La Garcinia cambogia, attraverso l'acido idrossicitrico (HCA), completa questo asse della formulazione. L'HCA è stato studiato principalmente per la sua possibile interferenza con l'ATP-citrato liasi, enzima coinvolto nella disponibilità di substrati per la lipogenesi de novo. Le evidenze cliniche sul dimagrimento, tuttavia, sono eterogenee e l'effetto osservato negli studi non deve essere interpretato come equivalente a un'azione farmacologica dimagrante. Il suo inserimento nella formula deve quindi essere letto come parte di un razionale metabolico multifattoriale, non come promessa di perdita di peso.
Un ulteriore elemento è rappresentato dal Maitake (Grifola frondosa). I suoi polisaccaridi, in particolare le frazioni β-glucaniche, sono stati studiati per le loro interazioni con il sistema immunitario e per possibili effetti sui processi metabolici. In Dimaloe il Maitake non costituisce un trattamento per patologie metaboliche, ma contribuisce alla logica di una formulazione che considera contemporaneamente metabolismo, nutrizione e risposta biologica.
La formula contiene inoltre vitamina C e vitamina E, nutrienti con un ruolo fisiologico ben definito nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo. La vitamina C contribuisce inoltre al normale metabolismo energetico, mentre la vitamina E contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. La loro presenza completa il profilo nutrizionale della formulazione senza attribuire loro un'azione dimagrante diretta.
Infine, la piperina, ottenuta da Piper longum, è stata studiata per le sue interazioni con diversi sistemi enzimatici e per la capacità di modificare la biodisponibilità di alcuni composti. Per questo motivo la sua presenza può essere interpretata come elemento di supporto alla disponibilità dei fitocomposti della formulazione, pur richiedendo attenzione alle possibili interazioni con farmaci.
Perché inserirlo in una strategia alimentare e non usarlo isolatamente
Il razionale di Dimaloe diventa più coerente quando il prodotto viene inserito nello schema alimentare descritto nell'articolo dedicato alla fame e al metabolismo: alimenti integrali, adeguato apporto di proteine, abbondanza di verdura, frutta intera, legumi, semi oleosi, riduzione degli zuccheri semplici e delle farine raffinate, adeguata attività fisica e regolarità dei pasti.
L'obiettivo non è quindi quello di “bloccare” la fisiologia della fame, ma di favorire condizioni metaboliche nelle quali i normali segnali di fame e sazietà possano funzionare in modo più fisiologico.
La fibra alimentare rappresenta, in questo senso, un elemento centrale. Le evidenze disponibili mostrano che la fibra può agire attraverso distensione gastrica, rallentamento dello svuotamento, fermentazione colica e produzione di metaboliti capaci di influenzare la secrezione di GLP-1 e PYY.
Dimaloe non contiene fibra e non deve quindi essere presentato come sostituto di un'alimentazione ricca di alimenti vegetali integrali. Il suo razionale è diverso: fornire contemporaneamente diversi composti vegetali titolati e micronutrienti che interessano differenti nodi della regolazione metabolica.
È proprio questa distinzione a rendere più corretta la lettura del prodotto: non una “pillola dimagrante”, ma un supporto nutraceutico inserito in una strategia di educazione metabolica.
Una precisazione importante sulla resistina e sull'infiammazione
Nel precedente articolo abbiamo descritto il ruolo della resistina come possibile collegamento tra infiammazione e metabolismo. La ricerca scientifica contemporanea suggerisce però di mantenere una certa prudenza: nell'uomo la resistina non può essere interpretata semplicemente come un ormone prodotto dagli adipociti che determina direttamente insulino-resistenza e aumento di peso. La sua relazione con obesità, infiammazione e insulino-resistenza è documentata, ma è complessa e probabilmente dipende anche dalle cellule immunitarie e dal contesto metabolico.
Questo è un punto importante anche nella comunicazione di Dimaloe: il prodotto non deve essere presentato come trattamento dell'infiammazione, del diabete, dell'obesità o dell'insulino-resistenza, ma come integratore alimentare formulato secondo un razionale nutrizionale e biochimico.
NOTA BENE
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In presenza di terapie farmacologiche, gravidanza o allattamento, patologie diagnosticate o condizioni cliniche particolari, è opportuno confrontarsi con il medico o con un professionista sanitario prima dell'utilizzo. Particolare attenzione è necessaria per la presenza di 5-HTP e piperina, che possono avere rilevanza in caso di assunzione concomitante di determinati farmaci.
Riferimenti bibliografici
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- Benomar Y, Taouis M. Molecular Mechanisms Underlying Obesity-Induced Hypothalamic Inflammation and Insulin Resistance: Pivotal Role of Resistin/TLR4 Pathways.
- Moltitudo, Blog – Notizie, riferimento all'articolo Fame, metabolismo e dimagrimento: come il cervello interpreta ciò che mangiamo.