Il firming cutaneo: Centella asiatica, Ippocastano e fitocomplessi vegetali per tono, elasticità e microcircolo

Il firming cutaneo: Centella asiatica, Ippocastano e fitocomplessi vegetali per tono, elasticità e microcircolo

Una pelle tonica dipende dal derma, dalla matrice extracellulare e dal microcircolo

Il firming cutaneo non è semplicemente una sensazione cosmetica di pelle più compatta: dal punto di vista biologico, il tono e la capacità della cute di mantenere la propria struttura dipendono dall'integrità della matrice extracellulare dermica, dall'organizzazione delle fibre di collagene ed elastina, dall'idratazione della sostanza fondamentale e dall'efficienza degli scambi microvascolari.

Con l'età, l'esposizione ai raggi ultravioletti, lo stress ossidativo e i processi infiammatori, il metabolismo del derma cambia progressivamente. I fibroblasti riducono la produzione di alcuni componenti della matrice extracellulare, mentre aumenta il rimodellamento e la degradazione delle fibre strutturali. Ne deriva una progressiva perdita di elasticità, turgore e capacità di recuperare la forma.

In questo contesto la Centella asiatica è uno degli estratti vegetali maggiormente studiati per il rapporto tra fitocomposti triterpenici, fibroblasti, collagene e riparazione del tessuto connettivo. Una revisione sistematica del 2022, che ha analizzato quattro studi clinici, ha evidenziato risultati favorevoli della Centella asiatica su contrazione della ferita, granulazione, riepitelizzazione, eritema e aspetto cutaneo, pur sottolineando che il numero degli studi disponibili non consente ancora conclusioni definitive per tutti gli impieghi cosmetici.

I principali triterpeni della Centella — asiaticoside, madecassoside, acido asiatico e acido madecassico — sono stati studiati per la loro capacità di influenzare la sintesi del collagene e diversi processi cellulari coinvolti nella riparazione cutanea. Una revisione più recente del 2024 conferma l'interesse della pianta per la stimolazione della sintesi di collagene, la modulazione dell'infiammazione e la protezione dallo stress ossidativo.

La stessa letteratura evidenzia tuttavia un punto importante: l'evidenza clinica sulla Centella è più solida per la riparazione cutanea e le alterazioni del tessuto connettivo che per un vero e proprio effetto cosmetico "anti-age" o rassodante misurato in persone sane. È quindi scientificamente più corretto parlare di supporto al mantenimento dell'integrità e del trofismo cutaneo piuttosto che attribuire alla pianta un effetto terapeutico.

A questo meccanismo strutturale si aggiunge quello microcircolatorio. Una cute ben irrorata riceve ossigeno e nutrienti e mantiene più efficientemente gli scambi tra sangue e tessuti. Il microcircolo è inoltre importante nel controllo degli scambi di liquidi tra compartimento vascolare e interstizio. Per questo, nel trattamento cosmetico degli inestetismi associati a ristagno di liquidi e perdita di compattezza, vengono tradizionalmente utilizzati estratti vegetali quali Rusco, Ippocastano e Vite rossa.

Per l'Ippocastano, l'evidenza clinica riguarda soprattutto la funzionalità venosa e l'edema degli arti inferiori. Una revisione sistematica di studi randomizzati ha rilevato una riduzione del volume della gamba e della circonferenza di polpaccio e caviglia, oltre a miglioramenti di sintomi quali dolore, pesantezza e tensione, rispetto al placebo.

Anche l'estratto di Vite rossa (Vitis vinifera) è stato studiato in soggetti con insufficienza venosa cronica. Una revisione sistematica ha riscontrato miglioramenti, in alcuni studi, di volume dell'arto, circonferenza, pesantezza, dolore, tensione e parametri della microcircolazione, pur evidenziando la necessità di ulteriori studi di elevata qualità. Un trial multicentrico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto su pazienti con insufficienza venosa cronica, ha inoltre osservato dopo 12 settimane una riduzione significativa del volume dell'arto inferiore rispetto al placebo.

Il razionale cosmetico del firming diventa quindi multifattoriale: sostenere la matrice dermica, favorire il fisiologico turnover del tessuto connettivo, proteggere collagene ed elastina dallo stress ossidativo e contribuire a mantenere efficiente il microcircolo.

Centella asiatica: il fitocomplesso per il tessuto connettivo

La Centella asiatica rappresenta il componente botanico più direttamente collegato al concetto di firming cutaneo.

Gli asiaticosidi e gli altri triterpeni della pianta interagiscono con i fibroblasti e con i processi di rimodellamento della matrice extracellulare. Studi sperimentali su fibroblasti dermici umani hanno documentato un aumento dell'espressione e della sintesi di collagene in presenza di asiaticoside. La letteratura preclinica suggerisce inoltre un'interazione con fibronectina, fattori di crescita e processi angiogenici.

Questo spiega perché la Centella sia stata tradizionalmente utilizzata in prodotti destinati a:

  • pelle con perdita di elasticità;
  • smagliature;
  • cicatrici;
  • pelle sottoposta a stress;
  • prodotti destinati al massaggio;
  • inestetismi associati a cellulite e ristagno di liquidi.

È importante distinguere, però, tra meccanismo biologicamente plausibile e claim cosmetico dimostrato sul prodotto finito: l'effetto di una crema dipende dalla concentrazione dell'estratto, dalla standardizzazione dei principi attivi, dal veicolo e dalla capacità degli ingredienti di raggiungere gli strati cutanei interessati.

Echinacea: protezione della matrice e risposta cutanea

L'Echinacea completa il razionale della Centella attraverso un meccanismo differente.

I derivati dell'acido caffeico presenti nel fitocomplesso sono stati studiati per la loro capacità di modulare enzimi coinvolti nel metabolismo della matrice extracellulare, compresa la ialuronidasi, enzima responsabile della degradazione dell'acido ialuronico.

L'acido ialuronico rappresenta una componente fondamentale della matrice extracellulare e contribuisce all'idratazione e alle proprietà viscoelastiche della cute. Il mantenimento della matrice extracellulare è quindi funzionalmente collegato alla capacità della pelle di conservare idratazione, elasticità e integrità strutturale.

L'Echinacea presenta inoltre un interessante profilo antiossidante e modulatore della risposta infiammatoria cutanea. Le evidenze disponibili sono tuttavia prevalentemente sperimentali o riferite a specifiche applicazioni dermatologiche: non è quindi corretto trasformare questi meccanismi in una promessa terapeutica.

Riattivare il microcircolo: Rusco, Ippocastano e Vite rossa

Il secondo asse del firming riguarda il microcircolo.

Nella cute e nel sottocute, un alterato equilibrio tra filtrazione capillare e drenaggio può favorire l'accumulo interstiziale di liquidi. Questo fenomeno può contribuire alla sensazione di gonfiore e pesantezza e modificare l'aspetto superficiale dei tessuti.

Il Rusco (Ruscus aculeatus) contiene ruscogenine, saponine steroidee studiate per le loro attività sulla componente vascolare. L'Ippocastano (Aesculus hippocastanum) è caratterizzato soprattutto dall'escina, mentre la Vite rossa (Vitis vinifera) apporta flavonoidi e proantocianidine.

Questi fitocomplessi sono stati studiati soprattutto nel contesto della funzionalità venosa. L'evidenza clinica disponibile è pertanto più pertinente al microcircolo e alla sintomatologia dell'insufficienza venosa che non al rassodamento cutaneo in senso stretto. È proprio questo collegamento fisiologico che rende interessante il loro impiego nei cosmetici destinati alle zone caratterizzate da gonfiore e inestetismi cutanei.

Centella e microcircolo: due meccanismi complementari

Il razionale più interessante non consiste nell'attribuire a una singola pianta la capacità di "rassodare" la pelle, ma nel considerare contemporaneamente due componenti:

struttura cutanea → fibroblasti → collagene → matrice extracellulare → elasticità

e

microcircolo → scambio capillare → equilibrio dei liquidi → trofismo tissutale → aspetto cutaneo.

La Centella agisce soprattutto nel primo asse, mentre Rusco, Ippocastano e Vite rossa sono maggiormente studiati nel secondo.

L'Echinacea può completare il quadro attraverso il suo interesse per la protezione e il mantenimento della matrice extracellulare e per la modulazione della risposta cutanea.

Il risultato cosmetico atteso non deve quindi essere interpretato come una trasformazione del tessuto adiposo o come una cura della cellulite, ma come un supporto cosmetico alla compattezza, all'elasticità, all'idratazione e al benessere della pelle, particolarmente interessante quando il prodotto viene associato a un regolare massaggio.

Dalla ricerca biologica alla cosmetica

La ricerca sulla Centella è particolarmente interessante perché mostra una continuità tra meccanismi cellulari e risultati clinici, anche se non tutti gli effetti osservati sperimentalmente sono automaticamente trasferibili a una crema cosmetica.

La revisione sistematica del 2022 ha incluso quattro studi clinici e ha individuato segnali favorevoli soprattutto per guarigione, riepitelizzazione, eritema e qualità dell'aspetto della cute. Gli autori sottolineano però che l'esiguo numero di studi non consente ancora una meta-analisi quantitativa robusta.

La revisione del 2024 conferma inoltre che l'interesse contemporaneo per la Centella si concentra sui suoi triterpeni — asiaticoside, madecassoside, acido asiatico e acido madecassico — e sui loro effetti su collagene, infiammazione e stress ossidativo.

Questi dati sostengono quindi un utilizzo cosmetico razionale, ma devono essere comunicati correttamente: il cosmetico contribuisce a mantenere la pelle in buone condizioni e a migliorarne l'aspetto; non cura patologie dermatologiche, insufficienza venosa o cellulite come condizione medica.

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Bibliografia scientifica

  1. Arribas-López E, Zand N, Ojo O, Snowden MJ, Kochhar T. A Systematic Review of the Effect of Centella asiatica on Wound Healing. International Journal of Environmental Research and Public Health. 2022;19(6):3266.
  2. Witkowska K, Paczkowska-Walendowska M, Garbiec E, et al. Topical Application of Centella asiatica in Wound Healing: Recent Insights into Mechanisms and Clinical Efficacy. Pharmaceutics. 2024;16(10):1252.
  3. Nagoor Meeran MF, Goyal SN, Suchal K, Sharma C, Szema AM, Kumar S. Pharmacological properties and mechanisms of action of Centella asiatica in wound healing. Letteratura sperimentale e revisioni sui meccanismi di collagene, fibroblasti e matrice extracellulare.
  4. Pittler MH, Ernst E. Horse-chestnut seed extract for chronic venous insufficiency. A criteria-based systematic review. Archives of Dermatology. Evidenza clinica su edema, volume degli arti e sintomi dell'insufficienza venosa.
  5. [Autori]. Red vine leaf extract (AS 195) can improve some signs and symptoms of chronic venous insufficiency: a systematic review. Revisione sistematica degli studi clinici sull'estratto di Vitis vinifera.
  6. Efficacy and tolerability of a red-vine-leaf extract in patients suffering from chronic venous insufficiency – results of a double-blind placebo-controlled study. Studio multicentrico randomizzato, doppio cieco e controllato con placebo, 12 settimane.