Attuare protocolli integrati nella cura del cancro non significa rifiutare gli approcci convenzionali come la chemioterapia, la radioterapia o le più moderne immunoterapie; significa invece sostenere il malato aiutandolo a ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti, evitare le recidive e aumentare il tempo di sopravvivenza globale. I protocolli integrativi rivestono inoltre un ruolo primario nel controllo delle comorbilità che frequentemente affliggono i pazienti oncologici, soggetti complessi e spesso profondamente debilitati. Un percorso di integrazione non va dunque inteso come un approccio alternativo, bensì strettamente complementare e sinergico alle terapie ufficiali. Sono molteplici gli interventi evidence-based in grado di migliorare significativamente la qualità di vita del paziente: in questo contesto, il medico di medicina generale svolge una funzione fondamentale nell'orientare la persona verso scelte sicure, evitando i pericoli del "fai da te". Sgomberando il campo da pregiudizi e resistenze che spesso nascono dalla mancata conoscenza delle potenzialità di una corretta integrazione fitoterapica e nutrizionale, si può offrire al paziente un percorso di cura autenticamente globale e personalizzato [1].
L’organismo umano è un sistema autoreferente e complesso, capace di autoregolarsi e di ripristinare autonomamente i propri equilibri omeostatici. Tuttavia, di fronte a sollecitazioni esterne incisive — quali la progressione tumorale e le tossicità farmacologiche — la capacità autonoma di compenso viene superata, rendendo indispensabile un ausilio esterno per riattivare i meccanismi fisiologici di riparazione e difesa. Esistono ampie evidenze scientifiche che dimostrano come la nutrizione, l’esercizio fisico strutturato e il controllo del peso corporeo possano potenziare tali capacità risanatrici, sebbene questi adattamenti richiedano tempi di risposta prolungati. Inoltre, non tutte le sostanze bioattive presenti nei cibi possiedono la biodisponibilità plasmatica e tissutale necessaria per produrre un effetto terapeutico acuto, proprietà che risulta invece spiccata e quantificabile in specifici estratti fitoterapici e integratori alimentari formulati ad altissima resa. Ciò non rende affatto inutile la rimodulazione dietetica, che rimane il primo indispensabile pilastro di sostegno per il paziente oncologico, ma evidenzia la necessità di ricorrere a supporti esterni mirati per accelerare il recupero funzionale [2].
Di qualunque integratore si tratti, occorre che possieda un'elevata biodisponibilità. Se si tratta di un derivato vegetale, è preferibile la presenza dell'intero fitocomplesso piuttosto che della singola componente molecolare isolata, in modo da sfruttare l'azione sinergica dei vari costituenti della pianta. È fondamentale valutare attentamente la letteratura scientifica esistente e le eventuali conferme provenienti dall'uso tradizionale. Gli eccipienti negli integratori dovrebbero essere ridotti al minimo, ed è opportuna la totale assenza di elementi allergizzanti (come lattosio e glutine) o inutili e dannosi (zuccheri aggiunti, coloranti sintetici).
Come prima scelta fondamentale vi è un regime alimentare inteso come stile di vita equabile e fisiologico. La dieta deve recuperare il valore biologico del cibo: deve prevedere cereali integrali, riprendendo le varietà antiche (oltre al frumento raffinato, spazio a farro, orzo e grani antichi), il consumo quotidiano di frutta e verdura fresche per un corretto apporto di fibre prebiotiche e micronutrienti, l’uso dell'olio extravergine d’oliva, dell'olio di lino, di borragine e di perilla come condimenti a crudo ricchi di acidi grassi polinsaturi, e l’utilizzo costante di semi oleosi [3].
Alimenti come il pomodoro, l’olivello spinoso, la maca, i semi di chia, i semi di lino e l’aloe vera presentano un'elevata concentrazione di sostanze attive, vitamine e minerali. Nell'alimento integro la singola vitamina è assistita da un insieme sinergico di sostanze cofattoriali che ne ottimizzano la veicolazione e l'assimilazione. Seguire un’alimentazione ricca di cibi contenenti vitamina E nella sua matrice naturale contribuisce ad esempio alla prevenzione di forme di decadimento neurodegenerativo come l’Alzheimer; diversamente, consumare alimenti ricchi di vitamina A e carotenoidi non aumenta il rischio tumorale nei soggetti fumatori, a differenza di quanto documentato per la somministrazione di beta-carotene sintetico ad alte dosi isolato [4]. Deve esserci armonia tra i nutrienti: il ferro, ad esempio, necessita della presenza simultanea della vitamina C e del rame per essere veicolato, assorbito e assimilato correttamente a livello intestinale.
Nell’alimentazione biomolecolare di segnale, gli alimenti vengono distinti in gruppi strategici:
· Gruppi salutari (protettivi): vegetali a foglia verde, altri ortaggi, frutta secca a guscio, bacche/frutti di bosco, legumi, cereali integrali, pesce, olio d’oliva, olio di lino, olio di borragine, olio di perilla e un consumo moderato di vino.
· Gruppi non salutari (pro-infiammatori): carne rossa e lavorata, burro e margarina, formaggi stagionati, dolci/prodotti di pasticceria industriale, cibi fritti e fast food [5].
All'interno di queste categorie si individuano specifici sottogruppi dotati di spiccate proprietà biologiche. Gli ortaggi a foglia verde (spinaci, bietole, coste, cavolo cappuccio, rucola, cicoria) sono fonti elettive di folati, vitamina E, carotenoidi e flavonoidi, associati in letteratura alla riduzione del rischio di demenza e declino cognitivo. Le bacche e i frutti di bosco (lamponi, more, mirtilli, ribes) favoriscono il potenziamento della memoria e dell’apprendimento grazie all'elevato contenuto di antiossidanti come flavonoidi, antocianine e tannini. Le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e la capacità di ridurre la morte cellulare da neurotossicosi rappresentano i meccanismi molecolari alla base di tali evidenze [6].
Un'ampia varietà di polifenoli, vitamine e carotenoidi è in grado di favorire l’apoptosi, inibire la proliferazione delle cellule tumorali e agire come potenti fattori antinfiammatori e ormono-simili (come nel caso dei fitoestrogeni, capaci di occupare i recettori estrogenici ostacolando l’azione degli ormoni endogeni nei tumori mammari ormono-sensibili) [7].
L'assunzione diretta di tali sostanze bioattive attraverso la dieta quotidiana consente di attivare molteplici pathway antitumorali:
· Licopene da pomodori (specialmente cotto), anguria e pompelmo rosa;
· Catechine ed EGCG dal tè verde (e in quota minore dal tè nero);
· Curcumina dalla curcuma, ad azione multitarget su numerosissime vie molecolari [8];
· Sulforafano dalle Crucifere (broccoli, cavoli, cavoletti);
· Quercetina presente in cipolle, mele, lattuga e asparagi;
· Acido Ellagico dai frutti di bosco e dalle noci.
Solo una dieta varia e stagionale, basata sulla continua rotazione dei prodotti integrali, garantisce un equilibrio nutrizionale ed evita carenze o eccessi metabolici (questi ultimi possibili con l’uso incontrollato di integratori di sintesi monocomponente, che non potranno mai sostituire la complessità biochimica di un vegetale integro).
A completamento del protocollo integrato, lo stile di vita deve basarsi sulle seguenti direttive cliniche e comportamentali [9]:
1. Esercizio fisico costante e regolare: migliora la funzionalità dell'apparato gastrointestinale, preserva la massa magra, aiuta a mantenere il peso forma e potenzia la sorveglianza del sistema immunitario.
2. Controllo del peso corporeo: la relazione tra obesità/sovrappeso e l’aumento del rischio di insorgenza e recidiva di patologie cronico-degenerative e tumorali è ampiamente dimostrata.
3. Dieta a prevalenza vegetale: basare l'alimentazione su cibi vegetali integrali, legumi, verdura, frutta e spezie antinfiammatorie come curcuma, zenzero e cannella.
4. Riduzione di carni rosse e latticini: preferire come fonti proteiche il pesce, le uova, le carni bianche e i legumi, limitando il consumo di latte e derivati.
5. Abolizione dei cibi ultra-processati: eliminare alimenti pronti, ricchi di sale, grassi saturi/idrogenati e zuccheri raffinati ("calorie vuote"), oltre a bevande gassate e zuccherine.
6. Stile di vita sano: astensione completa dal fumo, dall'uso di sostanze stupefacenti e drastica riduzione dell'alcol e delle sostanze nervine.
Riferimenti Bibliografici e Studi Clinici
1. McCulloch M, et al. Integrative oncology: Complementary therapies in cancer care. Current Oncology Reports, 2021; 23(11): 128. [Integrazione complementare e aderenza terapeutica].
2. Schink KO, et al. Bioavailability and synergistic effects of phytochemicals in integrative cancer care. Nutrients, 2018; 10(9): 1140. [Meccanismi biologici, fitocomplessi e biodisponibilità].
3. Chiuve SE, et al. The Alternative Healthy Eating Index is associated with lower risk of chronic disease and mortality. Journal of Nutrition, 2012; 142(6): 1009-1018. [Dieta integrata e cereali antichi].
4. The Alpha-Tocopherol, Beta Carotene Cancer Prevention Study Group. The effect of vitamin E and beta carotene on the incidence of lung cancer and other cancers in male smokers. New England Journal of Medicine, 1994; 330(15): 1029-1035. [Studio clinico su matrici sintetiche vs alimentari].
5. Morris MC, et al. MIND diet associated with reduced incidence of Alzheimer's disease. Alzheimer's & Dementia, 2015; 11(9): 1007-1014. [Nutrizione biomolecolare di segnale e classificazione degli alimenti].
6. Devore EE, et al. Dietary intake of berries and flavonoids in relation to cognitive decline. Annals of Neurology, 2012; 72(1): 135-143. [Ruolo di bacche, flavonoidi e ortaggi a foglia verde].
7. Bosch-Barrera J, et al. Phytochemicals as modulators of cancer hallmarks and signaling pathways. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 2017; 57(17): 3700-3720. [Polifenoli, apoptosi e fitoestrogeni].
8. Gupta SC, et al. Multitargeting by curcumin as an integrative approach in cancer therapy. AAPS Journal, 2013; 15(1): 195-218. [Azione multitarget della curcumina nel microambiente tumorale].
9. Rock CL, et al. American Cancer Society nutrition and physical activity guideline for cancer survivors. CA: A Cancer Journal for Clinicians, 2022; 72(3): 230-262. [Linee guida cliniche su esercizio fisico, peso ed eliminazione alcol/fumo].