Quando il sistema immunitario reagisce troppo
Le malattie allergiche rappresentano una delle condizioni immunologiche più diffuse nella popolazione mondiale. Rinite allergica, asma, orticaria, dermatite atopica ed eczema condividono un elemento comune: una risposta immunitaria eccessiva verso sostanze normalmente innocue.
Pollini, polvere, acari, peli di animali, alcune sostanze professionali o ambientali vengono riconosciuti come minacce dal sistema immunitario che attiva una risposta infiammatoria finalizzata alla loro eliminazione.
Il risultato è però una reazione sproporzionata che genera sintomi spesso persistenti e talvolta invalidanti.
La scoperta delle IgE: una svolta nella comprensione delle allergie
La comprensione moderna delle allergie cambiò radicalmente negli anni Sessanta grazie ai lavori di Kimishige Ishizaka negli Stati Uniti e di Gunnar Johansson e Hans Bennich in Svezia.
I ricercatori identificarono una nuova classe di anticorpi: le immunoglobuline E (IgE).
Le IgE rappresentano oggi il principale meccanismo immunologico coinvolto nelle reazioni allergiche immediate.
Quando una persona predisposta entra in contatto con un allergene, il sistema immunitario produce IgE specifiche che si legano a cellule chiamate mastociti e basofili.
Al successivo contatto con lo stesso allergene si verifica una rapida attivazione cellulare con liberazione di mediatori dell’infiammazione.
Tra questi il più noto è l’istamina.
Il ruolo dell’istamina: perché si scatena l’infiammazione
L’istamina è una molecola biologicamente attiva immagazzinata soprattutto nei mastociti.
Una volta liberata determina:
vasodilatazione
aumento della permeabilità vascolare
congestione delle mucose
prurito
produzione di muco
broncocostrizione
Questi meccanismi spiegano i sintomi tipici delle allergie come starnuti, naso chiuso, occhi arrossati, tosse, difficoltà respiratoria e manifestazioni cutanee.
Accanto all’istamina intervengono altri mediatori infiammatori come leucotrieni, prostaglandine e Platelet Activating Factor (PAF), che amplificano ulteriormente la risposta allergica.
Allergie e intestino: il ruolo del terreno biologico
Negli ultimi anni si è compreso che il sistema immunitario intestinale svolge un ruolo centrale nella regolazione delle risposte allergiche.
Circa il 70% delle cellule immunitarie dell’organismo si trova infatti associato all’intestino.
Alterazioni del microbiota intestinale, aumento della permeabilità intestinale e riduzione della tolleranza immunologica possono favorire uno stato di iperreattività.
Per questo motivo il riequilibrio del terreno biologico rappresenta una componente sempre più studiata nella gestione delle condizioni allergiche.
Tra le strategie di supporto trovano spazio:
alimentazione varia e ricca di alimenti freschi
riduzione iniziale dei cibi ricchi di istamina nei soggetti sensibili
attenzione alla funzionalità intestinale
adeguato apporto di fibre fermentabili
supporto del microbiota attraverso fermenti selezionati quando indicato
incremento dell’apporto di acidi grassi polinsaturi.
Nutrienti e sostanze naturali studiate nella modulazione della risposta allergica
Ginkgo biloba
Gli estratti di Ginkgo biloba sono stati studiati per la capacità di modulare mediatori dell’infiammazione e ridurre l’attività del Platelet Activating Factor (PAF).
Questa azione potrebbe contribuire a limitare alcuni processi coinvolti nella risposta allergica e nella broncocostrizione.
Le evidenze cliniche restano ancora limitate ma i meccanismi biologici risultano di interesse.
Piantaggine (Plantago spp.)
La piantaggine contiene glucosidi iridoidi e composti polifenolici con proprietà antinfiammatorie e attività modulatrice della risposta irritativa delle mucose.
Tradizionalmente viene utilizzata come supporto nelle condizioni respiratorie e nelle manifestazioni irritative.
Avena e avenantramidi
L’avena contiene avenantramidi, polifenoli unici studiati per l’attività anti-irritante.
Numerosi lavori sperimentali mostrano la capacità delle avenantramidi di ridurre l’attivazione del fattore nucleare NF-κB e diminuire il rilascio di citochine proinfiammatorie.
Sono state inoltre osservate proprietà antipruriginose utili soprattutto in ambito dermatologico.
Aloe purificata
Il gel di aloe purificato è stato studiato per il supporto dell’idratazione cutanea, il mantenimento della funzione barriera e la modulazione di alcuni processi infiammatori locali.
L’utilizzo topico trova impiego soprattutto nelle condizioni caratterizzate da irritazione e discomfort cutaneo.
Perilla frutescens: una delle piante più studiate nel supporto alle allergie
Tra le sostanze naturali più interessanti emerge Perilla frutescens.
I semi e le foglie sono ricchi di acido alfa-linolenico (ALA), polifenoli e fitosteroli.
Diversi studi sperimentali suggeriscono che la Perilla possa:
modulare il rilascio di istamina
ridurre la sintesi di leucotrieni
influenzare la produzione di IgE
contribuire al controllo della risposta infiammatoria
Questi meccanismi hanno generato interesse soprattutto nel supporto alle allergie stagionali, alla dermatite atopica e alle condizioni respiratorie caratterizzate da iperreattività.
Tuttavia le evidenze cliniche disponibili sono ancora limitate e non sostituiscono i trattamenti medici validati.
Alimentazione e stile di vita: il primo intervento
Nelle condizioni allergiche il primo intervento resta sempre il miglioramento del contesto biologico generale.
Una dieta ricca di vegetali, fibre e grassi insaturi, associata a sonno regolare, attività fisica e riduzione dello stress, contribuisce alla regolazione delle risposte immunitarie e alla riduzione dello stato infiammatorio cronico.
L’obiettivo non è sopprimere il sistema immunitario ma favorire una risposta più equilibrata e tollerante.
Conclusioni
Le allergie non sono semplicemente una reazione a un allergene esterno ma rappresentano il risultato di una complessa interazione tra predisposizione genetica, sistema immunitario, barriera intestinale e ambiente.
La scoperta delle IgE ha rivoluzionato la comprensione dei meccanismi allergici, mentre le più recenti ricerche stanno evidenziando il ruolo centrale dell’infiammazione e del microbiota.
Accanto alle terapie convenzionali, alimentazione, stile di vita e alcuni composti naturali possono rappresentare strumenti di supporto all’interno di un approccio integrato e personalizzato.
Bibliografia
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