Ansia, stress e asse intestino–cervello: come microbiota, neurotrasmettitori e nutrizione influenzano il benessere mentale
il 15/06/2026

Ansia, stress e asse intestino–cervello: come microbiota, neurotrasmettitori e nutrizione influenzano il benessere mentale

L’ansia non nasce solo nel cervello

Ansia e stress rappresentano oggi tra le condizioni più diffuse nella popolazione generale. Sebbene vengano spesso interpretate esclusivamente come fenomeni psicologici, la ricerca moderna mostra che coinvolgono una rete biologica molto più ampia che integra cervello, intestino, sistema immunitario, metabolismo e sistema endocrino.

Lo stress è stato definito da Hans Selye come la risposta aspecifica dell’organismo agli stimoli ambientali capace di attivare meccanismi di adattamento e mantenimento dell’omeostasi. Quando però tale risposta diventa cronica può comparire una condizione di dis-regolazione neuroendocrina e infiammatoria.

Negli ultimi anni è emerso un particolare interesse verso il cosiddetto asse microbiota–intestino–cervello, un sistema bidirezionale di comunicazione che collega ambiente intestinale, funzione immunitaria e attività del sistema nervoso centrale.

L’asse microbiota–intestino–cervello: una nuova prospettiva nella salute mentale

Il microbiota intestinale comprende trilioni di microrganismi che partecipano a digestione, immunità, metabolismo e produzione di metaboliti biologicamente attivi.

Sempre più evidenze suggeriscono che il microbiota possa influenzare anche il tono dell’umore e la risposta allo stress attraverso diversi meccanismi:

modulazione immunitaria

produzione di metaboliti neuroattivi

regolazione del nervo vago

influenza sulla sintesi dei neurotrasmettitori

modulazione dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene

In modelli animali, alterazioni della composizione del microbiota sono state associate a modificazioni della risposta allo stress e del comportamento ansioso. È stato inoltre osservato che animali privi di microbiota mostrano una risposta neuroendocrina allo stress più intensa, con incremento di ACTH e corticosterone.

Serotonina e intestino: molto più di un neurotrasmettitore cerebrale

La serotonina è uno dei neurotrasmettitori più coinvolti nella regolazione dell’umore, del sonno e della risposta emotiva.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, una quota molto rilevante della serotonina dell’organismo viene prodotta a livello intestinale dalle cellule enterocromaffini della mucosa gastrointestinale.

Il microbiota può contribuire indirettamente alla regolazione serotoninergica attraverso metaboliti derivanti dalla fermentazione e dalla modulazione del metabolismo del triptofano.

Va però sottolineato che il ruolo della serotonina intestinale e il suo impatto diretto sul tono dell’umore umano rappresentano un’area di ricerca ancora in evoluzione.

BDNF, neuroplasticità e stress cronico

Un’altra molecola centrale è il Brain-Derived Neurotrophic Factor (BDNF), una neurotrofina coinvolta nella sopravvivenza neuronale, nella plasticità sinaptica e nei processi di apprendimento.

Ridotti livelli di BDNF sono stati osservati in diversi studi su soggetti con depressione e stress cronico.

Modelli sperimentali suggeriscono che condizioni di infiammazione intestinale possano associarsi a riduzione del BDNF ippocampale e che alcune modificazioni del microbiota possano influenzarne l’espressione.

Questi dati supportano l’ipotesi di una relazione biologica tra salute intestinale e funzione cerebrale.

Neuroinfiammazione, cortisolo e stress persistente

Lo stress cronico attiva in maniera prolungata l’asse ipotalamo–ipofisi–surrene determinando aumento della produzione di cortisolo.

Quando il sistema rimane persistentemente attivo possono comparire:

affaticamento mentale

riduzione della concentrazione

irritabilità

alterazioni del tono dell’umore

peggior tolleranza allo stress

La ricerca suggerisce inoltre che processi infiammatori cronici e alterazioni metaboliche possano contribuire alla persistenza della sintomatologia neuropsichica.

Alimentazione e salute mentale: esiste una relazione?

L’alimentazione non sostituisce il trattamento medico dei disturbi psichiatrici ma rappresenta un fattore che può contribuire al mantenimento dell’equilibrio neurobiologico.

Tra gli elementi più studiati troviamo:

proteine alimentari come fonte di triptofano

omega 3 per struttura e funzione neuronale

magnesio per metabolismo neurochimico

vitamine del gruppo B

ferro

polifenoli e composti vegetali

Una dieta ricca di alimenti vegetali, cereali integrali, legumi, fonti proteiche di qualità e grassi insaturi si associa in diversi studi osservazionali a migliori parametri di salute mentale.

Fitoterapia e approccio integrato

In ambito fitoterapico alcune sostanze vegetali sono state studiate per il supporto del tono dell’umore e della risposta allo stress.

Tra quelle maggiormente investigate in letteratura troviamo:

Iperico per il supporto dei disturbi depressivi lievi–moderati

zafferano per stress e tono dell’umore

alcune formulazioni probiotiche oggetto di ricerca nell’ambito dei cosiddetti psicobiotici

La fitoterapia non sostituisce percorsi medici o psicologici ma può inserirsi all’interno di strategie integrate di salute.

Ansia e stress non sono fenomeni esclusivamente mentali.

Neurotrasmettitori, asse intestino–cervello, microbiota, nutrizione, infiammazione e regolazione endocrina partecipano insieme al mantenimento dell’equilibrio psicofisico.

La comprensione di questi meccanismi apre oggi prospettive sempre più integrate nella prevenzione e nel supporto del benessere mentale.

Bibliografia

Selye H. A syndrome produced by diverse nocuous agents. Nature. 1936.

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