Dislipidemie e sostanze di origine vegetale: il ruolo della nutraceutica nel controllo del colesterolo
il 29/05/2026

Dislipidemie e sostanze di origine vegetale: il ruolo della nutraceutica nel controllo del colesterolo

Dislipidemie: un problema cardiovascolare sempre più diffuso

Le dislipidemie rappresentano uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare e comprendono alterazioni dei livelli plasmatici di colesterolo totale, colesterolo LDL, trigliceridi e colesterolo HDL. L’ipercolesterolemia e l’ipertrigliceridemia favoriscono infatti lo sviluppo di aterosclerosi, aumentando il rischio di infarto miocardico, ictus e malattie vascolari periferiche.

Accanto alla terapia farmacologica convenzionale, negli ultimi anni si è sviluppato un crescente interesse verso nutraceutici e sostanze di origine vegetale, grazie alla loro capacità di modulare il metabolismo lipidico attraverso differenti meccanismi biologici.

Le più recenti linee guida europee riconoscono il ruolo di alcuni nutraceutici come supporto terapeutico nei soggetti con rischio cardiovascolare lieve o moderato oppure come complemento alle terapie farmacologiche.

Riso rosso fermentato (Monascus purpureus)

Il riso rosso fermentato deriva dalla fermentazione del riso con il micete Monascus purpureus ed è utilizzato nella medicina tradizionale cinese da secoli.

I principali costituenti attivi sono le monacoline, in particolare la monacolina K, strutturalmente simile alla lovastatina. L’azione ipocolesterolemizzante si esplica attraverso l’inibizione dell’enzima HMG-CoA reduttasi, coinvolto nella biosintesi epatica del colesterolo.

Diversi studi clinici hanno evidenziato:

  • riduzione del colesterolo LDL;
  • diminuzione del colesterolo totale;
  • possibile incremento delle HDL;
  • miglioramento del rischio cardiovascolare globale.

Alcune formulazioni ben standardizzate sembrano offrire una migliore tollerabilità grazie alla presenza del fitocomplesso completo delle monacoline.

Meccanismi biologici

  • Inibizione della sintesi epatica di colesterolo;
  • Riduzione delle LDL circolanti;
  • Miglioramento del rapporto LDL/HDL;
  • Effetto antiaterosclerotico.

Avvertenze

Il riso rosso fermentato deve essere utilizzato con cautela nei soggetti in terapia con statine, in gravidanza o in presenza di epatopatie.

Berberina: azione su colesterolo, glicemia e sindrome metabolica

La berberina è un alcaloide estratto principalmente da Berberis aristata. Originariamente utilizzata per disturbi gastrointestinali, oggi è considerata uno dei nutraceutici più studiati in ambito cardiometabolico.

Azione sul metabolismo lipidico

La berberina riduce:

  • colesterolo LDL;
  • trigliceridi;
  • colesterolo totale.

Il celebre studio di Kong et al. ha mostrato riduzioni delle LDL fino al 25% e dei trigliceridi fino al 35%.

Meccanismi d’azione

A differenza delle statine, la berberina:

  • aumenta l’espressione dei recettori epatici LDL;
  • stabilizza l’mRNA dei recettori LDL;
  • inibisce la proteina PCSK9;
  • favorisce la captazione epatica delle LDL.

Questi meccanismi rendono la berberina particolarmente interessante anche in associazione con le statine.

Effetti metabolici

La berberina agisce inoltre su:

  • insulino-resistenza;
  • glicemia;
  • emoglobina glicata;
  • sindrome metabolica.

L’attivazione dell’AMPK, enzima chiave dell’omeostasi energetica cellulare, rappresenta uno dei principali meccanismi biologici coinvolti.

Biodisponibilità e diidroberberina

La berberina presenta una biodisponibilità intestinale ridotta. La flora batterica intestinale la converte in diidroberberina, forma maggiormente assorbibile. Per questo motivo, formulazioni associate ad antiossidanti o silimarina possono migliorarne l’efficacia.

Evidenze cliniche

Una metanalisi pubblicata su “Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine” ha analizzato 14 studi clinici su oltre 1000 pazienti con diabete tipo 2, confermando:

  • miglioramento glicemico;
  • riduzione delle LDL;
  • riduzione dei trigliceridi;
  • buona sicurezza d’impiego.

Carciofo (Cynara scolymus): supporto epatico e metabolismo lipidico

Il carciofo è tradizionalmente considerato una pianta epatoprotettiva e digestiva.

Le foglie contengono:

  • cinarina;
  • acido clorogenico;
  • flavonoidi;
  • luteolina;
  • composti amari.

Azione sul colesterolo

Gli estratti di carciofo:

  • riducono la sintesi epatica di colesterolo;
  • aumentano l’escrezione biliare;
  • favoriscono la trasformazione del colesterolo in acidi biliari;
  • possono aumentare il colesterolo HDL.

L’ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapy) riconosce il carciofo come coadiuvante nelle ipercolesterolemie lievi-moderate.

Benefici aggiuntivi

Il carciofo può risultare utile anche in presenza di:

  • sindrome metabolica;
  • digestione lenta;
  • steatosi epatica;
  • stipsi;
  • sovrappeso.

Gomma Guggul (Commiphora mukul)

La resina della Commiphora mukul contiene gugulsteroni, composti bioattivi con attività ipolipidemizzante e antinfiammatoria.

Gli studi clinici hanno documentato:

  • riduzione del colesterolo totale;
  • diminuzione dei trigliceridi;
  • aumento delle HDL in alcuni soggetti.

Meccanismi biologici

  • Stimolazione della captazione epatica di LDL e VLDL;
  • aumento dell’eliminazione biliare del colesterolo;
  • riduzione dell’assorbimento intestinale dei grassi;
  • attività fibrinolitica e antiaterosclerotica.

Curcuma longa: infiammazione, ossidazione lipidica e aterosclerosi

La curcuma contiene curcuminoidi, in particolare curcumina, molecola dotata di intensa attività antiossidante e antinfiammatoria.

Effetti sul metabolismo lipidico

La curcuma:

  • riduce colesterolo e trigliceridi;
  • migliora il rapporto HDL/colesterolo totale;
  • contrasta la perossidazione lipidica.

Attività antinfiammatoria

La curcumina:

  • inibisce cicloossigenasi e lipossigenasi;
  • riduce prostaglandine e leucotrieni;
  • protegge l’endotelio vascolare;
  • esercita azione antiaggregante piastrinica.

Queste proprietà rendono la curcuma interessante nel supporto alle condizioni associate ad aterosclerosi e infiammazione cronica.

Aglio (Allium sativum)

L’aglio rappresenta uno dei fitoterapici più studiati in ambito cardiovascolare.

L’allicina, principale composto attivo, sembra:

  • inibire la sintesi epatica del colesterolo;
  • migliorare il profilo lipidico;
  • ridurre pressione arteriosa e rischio cardiovascolare.

Evidenze cliniche

Diverse metanalisi hanno mostrato:

  • riduzione del colesterolo totale;
  • diminuzione delle LDL;
  • lieve riduzione dei trigliceridi;
  • miglioramento della pressione arteriosa.

L’effetto appare più evidente con estratti standardizzati o aglio in polvere.

Attenzione

Cautela nei soggetti in terapia anticoagulante o antiaggregante.

Tè verde e catechine

Le catechine del tè verde, in particolare EGCG (epigallocatechina gallato), esercitano effetti cardiometabolici attraverso:

  • riduzione dello stress ossidativo;
  • miglioramento della funzione endoteliale;
  • riduzione delle LDL;
  • diminuzione dei trigliceridi;
  • controllo del peso corporeo.

Studi clinici hanno evidenziato benefici su:

  • colesterolo LDL;
  • pressione arteriosa;
  • proteina C-reattiva;
  • indice di massa corporea.

Fibre solubili e beta-glucani

Le fibre idrosolubili, soprattutto i beta-glucani di avena e orzo, contribuiscono alla riduzione del colesterolo attraverso:

  • rallentamento dell’assorbimento intestinale dei grassi;
  • aumento dell’escrezione biliare;
  • miglioramento della sazietà;
  • modulazione della glicemia post-prandiale.

Le linee guida raccomandano:

  • 5-15 g/die di fibre solubili;
  • 2 g/die di fitosteroli.

Anche psillio e guar hanno dimostrato benefici su:

  • trigliceridi;
  • colesterolo LDL;
  • glicemia;
  • emoglobina glicata.

Soia e proteine vegetali

La sostituzione delle proteine animali con proteine vegetali, in particolare soia, si associa a:

  • riduzione del colesterolo totale;
  • diminuzione delle LDL;
  • riduzione dei trigliceridi.

Una metanalisi di 38 studi clinici controllati ha mostrato una riduzione significativa del colesterolo LDL fino al 12,9%.

Altri nutraceutici promettenti

Semi di lino

Ricchi di fibre e lignani, migliorano:

  • sindrome metabolica;
  • profilo lipidico;
  • insulino-resistenza.

Cannella

Può contribuire al controllo glicemico e lipidico nella sindrome metabolica.

Zenzero

Gli studi mostrano:

  • riduzione di glicemia e HbA1c;
  • diminuzione di trigliceridi e colesterolo;
  • miglioramento dei marker infiammatori.

Cacao ricco in polifenoli

I flavanoli del cacao:

  • aumentano HDL;
  • riducono LDL e trigliceridi;
  • migliorano funzione endoteliale;
  • riducono pressione arteriosa e infiammazione.

Cumino nero (Nigella sativa)

Può favorire:

  • riduzione di LDL e trigliceridi;
  • aumento delle HDL;
  • miglioramento dell’assetto metabolico.

Stress e colesterolo: un legame spesso sottovalutato

Anche lo stress cronico influenza il metabolismo lipidico. L’eccesso di adrenalina, cortisolo e noradrenalina:

  • aumenta la lipolisi;
  • favorisce la mobilizzazione dei grassi;
  • riduce i recettori epatici LDL;
  • aumenta la colesterolemia.

Questo spiega perché alcuni soggetti possano presentare ipercolesterolemia anche in presenza di corretta alimentazione e attività fisica.

Conclusioni

Le sostanze di origine vegetale rappresentano oggi un importante supporto nutraceutico nella gestione delle dislipidemie e della sindrome metabolica.

Berberina, riso rosso fermentato, carciofo, curcuma, aglio, tè verde e fibre solubili agiscono attraverso meccanismi complementari:

  • riduzione della sintesi del colesterolo;
  • aumento della captazione delle LDL;
  • miglioramento della funzione epatica;
  • controllo dell’infiammazione e dello stress ossidativo.

L’approccio integrato, associato a dieta mediterranea, attività fisica e gestione dello stress, rappresenta la strategia più efficace per il controllo del rischio cardiovascolare.

Bibliografia essenziale

  1. Kong W et al. Berberine is a novel cholesterol-lowering drug working through a unique mechanism distinct from statins. Nat Med. 2004.
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  5. ESCOP Monographs: Cynara scolymus.
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