Fitoterapia integrata nelle problematiche della prostata e delle vie urinarie: razionale biologico, evidenze scientifiche e proposta di approccio secondo il protocollo del Dr. Gabriele Mammana
il 16/06/2026

Fitoterapia integrata nelle problematiche della prostata e delle vie urinarie: razionale biologico, evidenze scientifiche e proposta di approccio secondo il protocollo del Dr. Gabriele Mammana

Dalla fisiologia prostatica alla medicina integrata: un nuovo paradigma di supporto

Le problematiche della prostata e delle vie urinarie rappresentano una delle condizioni più frequenti nell’uomo adulto e anziano. I sintomi delle basse vie urinarie (LUTS), l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), la prostatite cronica, il dolore pelvico cronico e alcune condizioni di fragilità prostatica possono incidere significativamente sulla qualità di vita.

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso approcci integrati che associano medicina convenzionale, alimentazione, stile di vita e fitoterapia basata su evidenze biologiche.

Tra le proposte sviluppate in questo ambito si colloca il protocollo ideato dal Dr. Gabriele Mammana, urologo già primario del reparto di Urologia dell’Ospedale di Macerata, costruito sull’impiego di sostanze naturali selezionate per il loro potenziale ruolo di supporto sul benessere della prostata e delle vie urinarie.

È importante sottolineare che la fitoterapia non sostituisce la diagnosi urologica né i trattamenti medici o oncologici indicati dalle linee guida, ma può rappresentare un supporto complementare all’interno di un percorso personalizzato.

Quando pensare alla salute prostatica

Le principali società scientifiche suggeriscono di affrontare attivamente il tema dei disturbi urinari maschili già a partire dai 50 anni, o prima in presenza di familiarità.

Alcuni sintomi meritano attenzione clinica:

alzarsi frequentemente durante la notte per urinare

urgenza urinaria

difficoltà nello svuotamento della vescica

riduzione del getto urinario

sensazione di incompleto svuotamento

dolore pelvico o fastidio perineale

La presenza di uno o più sintomi non equivale a una diagnosi di patologia prostatica, ma rappresenta un motivo per approfondimento medico.

Il ruolo della fitoterapia nelle problematiche prostatiche

La ricerca fitoterapica moderna si concentra soprattutto su quattro meccanismi biologici:

modulazione dell’infiammazione cronica

controllo dello stress ossidativo

supporto del microcircolo pelvico

regolazione dei segnali proliferativi cellulari

Le evidenze risultano più solide nelle forme funzionali e infiammatorie croniche rispetto alla prevenzione oncologica.

Le sostanze naturali maggiormente studiate

Serenoa repens

Tra gli estratti vegetali più studiati nell’IPB.

Agisce attraverso meccanismi multipli che comprendono modulazione del metabolismo androgenico, attività antinfiammatoria e riduzione dell’edema tissutale.

Meta-analisi mostrano risultati eterogenei, con possibile beneficio soprattutto nei sintomi urinari lievi-moderati.

Pygeum africanum

L’estratto della corteccia di Pygeum è stato associato in studi clinici a miglioramento della pollachiuria, della nicturia e della qualità del flusso urinario.

Sono stati descritti effetti antiedemigeni e di supporto della contrattilità vescicale.

Ortica (Urtica dioica)

Le radici di ortica sono tradizionalmente utilizzate per il benessere urinario maschile.

Studi sperimentali suggeriscono effetti antinfiammatori, anti-edema e modulazione della proliferazione cellulare prostatica.

Commissione E, ESCOP ed OMS ne riconoscono l’impiego tradizionale nel supporto ai disturbi urinari associati a IPB.

Epilobio

La letteratura preclinica descrive proprietà antiossidanti, antiproliferative e antinfiammatorie.

La monografia europea ne riporta l’utilizzo tradizionale per il sollievo dei sintomi delle basse vie urinarie.

Passiflora ed Eleuterococco

Nelle sindromi di dolore pelvico cronico e nelle forme in cui stress e tensione muscolare contribuiscono alla sintomatologia, sostanze ad azione adattogena o rilassante possono rappresentare un supporto complementare.

Nutraceutica e prevenzione: cosa dice la letteratura

Tè verde e catechine

Le epigallocatechine del tè verde sono tra i composti naturali maggiormente studiati.

Studi clinici preliminari hanno suggerito una possibile riduzione della progressione di lesioni prostatiche ad alto rischio, probabilmente attraverso attività antiossidante e regolazione della proliferazione cellulare.

Licopene

Il carotenoide del pomodoro è stato associato in meta-analisi a una riduzione del rischio di carcinoma prostatico, soprattutto nelle popolazioni con maggiore consumo alimentare.

Resveratrolo e pterostilbene

Sono polifenoli con attività biologiche osservate prevalentemente in studi sperimentali.

I meccanismi studiati comprendono modulazione di NF-kB, apoptosi e controllo dello stress ossidativo.

Ad oggi non esistono evidenze sufficienti per considerarli trattamenti antitumorali.

Curcumina

Studi cellulari e preclinici suggeriscono un’interazione con vie coinvolte nella proliferazione prostatica, inclusa la regolazione del recettore androgenico e di segnali intracellulari.

I dati clinici nell’uomo restano ancora limitati.

Melograno

I polifenoli e l’acido ellagico hanno mostrato proprietà antiossidanti e immunomodulanti.

Alcuni studi clinici preliminari hanno esplorato il ruolo come supporto metabolico durante percorsi terapeutici oncologici.

Broccoli e sulforafano

Le crucifere rappresentano una delle classi alimentari più studiate per il loro potenziale chemio-preventivo.

Il sulforafano mostra attività epigenetiche e modulazione di enzimi coinvolti nella proliferazione cellulare.

Vie urinarie e prevenzione delle recidive: il ruolo di D-mannosio e cranberry

Nelle infezioni urinarie ricorrenti stanno emergendo strategie non antibiotiche di supporto.

Il D-mannosio presenta elevata affinità per le fimbrie di alcuni batteri uropatogeni, ostacolandone l’adesione all’urotelio.

Il cranberry, soprattutto ricco di proantocianidine di tipo A, è stato studiato per la riduzione delle recidive infettive.

Le evidenze risultano maggiormente favorevoli nella prevenzione rispetto al trattamento dell’infezione acuta.

Approccio integrato: non solo integratori

Il benessere prostatico richiede una visione globale.

L’idratazione regolare durante la giornata contribuisce alla fisiologia urinaria.

La limitazione degli alimenti fortemente irritanti può ridurre il disagio nei soggetti predisposti.

L’attività fisica aerobica favorisce il microcircolo pelvico.

Una sessualità regolare può contribuire al fisiologico drenaggio delle secrezioni prostatiche.

In presenza di familiarità o sintomi persistenti è consigliabile il controllo urologico periodico.

Conclusioni

L’integrazione tra fitoterapia, nutrizione e medicina clinica rappresenta un’area di crescente interesse nelle problematiche prostatiche.

Le sostanze naturali maggiormente studiate sembrano esercitare il loro effetto principalmente attraverso meccanismi antinfiammatori, antiossidanti e di supporto funzionale.

L’impiego di protocolli integrati deve però inserirsi all’interno di un percorso medico personalizzato, evitando di attribuire agli integratori finalità diagnostiche o terapeutiche proprie dei farmaci.

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