Colesterolo: perché è fondamentale per il nostro organismo e quando diventa un fattore di rischio cardiovascolare
Negli ultimi decenni il colesterolo è stato spesso descritto esclusivamente come un nemico della salute cardiovascolare. In realtà il colesterolo è una molecola indispensabile per la vita umana. Senza colesterolo le cellule non potrebbero sopravvivere, rigenerarsi o comunicare correttamente.
Dal punto di vista biologico, il colesterolo è uno sterolo lipidico essenziale per:
- la struttura delle membrane cellulari;
- la produzione di ormoni steroidei;
- la sintesi della vitamina D;
- la formazione degli acidi biliari;
- il corretto funzionamento del sistema nervoso;
- la rigenerazione dei tessuti.
Il cervello contiene circa il 25% del colesterolo totale dell’organismo, mentre il sistema nervoso periferico ne contiene quasi il 45%. Questo dato evidenzia quanto il colesterolo sia fondamentale per la trasmissione nervosa, la memoria e la funzione cognitiva.
Colesterolo e membrane cellulari
Ogni membrana cellulare necessita di colesterolo per mantenere:
- fluidità;
- elasticità;
- stabilità strutturale;
- permeabilità selettiva.
Il colesterolo agisce come una sorta di “regolatore” della membrana cellulare, impedendo sia l’eccessiva rigidità sia un’eccessiva fluidità.
Numerosi studi hanno dimostrato che alterazioni della composizione lipidica delle membrane possono compromettere la funzione cellulare e i processi di comunicazione tra cellule.
Riferimenti scientifici
- Yeagle PL. The structure of biological membranes. CRC Press, 2011.
- Simons K, Ikonen E. Functional rafts in cell membranes. Nature. 1997;387:569-572.
Il ruolo del colesterolo nel cervello e nel sistema nervoso
Il colesterolo è essenziale per:
- la formazione della mielina;
- la trasmissione nervosa;
- la plasticità sinaptica;
- la memoria.
La mielina, che riveste le fibre nervose, è estremamente ricca di colesterolo. Livelli troppo bassi possono interferire con la funzionalità neuronale.
Alcuni studi osservazionali hanno suggerito che riduzioni molto marcate del colesterolo possano associarsi a disturbi cognitivi in soggetti predisposti, anche se il tema rimane ancora oggetto di dibattito scientifico.
Studi e riferimenti
- Dietschy JM, Turley SD. Cholesterol metabolism in the brain. J Lipid Res. 2004.
- Muldoon MF et al. Effects of simvastatin on cognitive functioning. Am J Med. 2000.
Colesterolo e sintesi ormonale
Il colesterolo rappresenta il precursore biologico di:
- cortisolo;
- aldosterone;
- testosterone;
- progesterone;
- estradiolo.
Senza colesterolo non sarebbe possibile la produzione degli ormoni steroidei indispensabili per:
- fertilità;
- metabolismo;
- risposta allo stress;
- massa muscolare;
- salute ossea;
- equilibrio endocrino.
Colesterolo e vitamina D
La vitamina D viene sintetizzata nella pelle proprio a partire da derivati del colesterolo grazie all’azione dei raggi ultravioletti.
Una corretta disponibilità di colesterolo è quindi importante per:
- metabolismo del calcio;
- salute ossea;
- funzione immunitaria;
- regolazione infiammatoria.
Colesterolo e digestione dei grassi
Dal colesterolo derivano gli acidi biliari, indispensabili per:
- emulsionare i grassi alimentari;
- assorbire vitamine liposolubili;
- facilitare la digestione lipidica.
Le vitamine A, D, E e K dipendono direttamente dalla corretta funzione biliare.
Quanto colesterolo produce il nostro organismo?
Contrariamente a quanto si pensa, la maggior parte del colesterolo non deriva dalla dieta.
Circa:
- 80% è prodotto dall’organismo;
- 20% proviene dall’alimentazione.
Il fegato sintetizza mediamente 1-2 grammi di colesterolo al giorno, mentre l’alimentazione contribuisce generalmente con 0,1-0,3 grammi.
La sintesi endogena è influenzata soprattutto:
- dall’insulina;
- dall’eccesso di carboidrati raffinati;
- dall’infiammazione;
- dallo stress cronico.
HDL e LDL: cosa significa davvero “colesterolo buono” e “cattivo”
Il colesterolo non circola liberamente nel sangue, ma viene trasportato da lipoproteine.
HDL (High Density Lipoproteins)
Le HDL trasportano il colesterolo dai tessuti al fegato favorendone il riutilizzo metabolico.
Numerosi studi epidemiologici hanno associato bassi livelli di HDL ad aumentato rischio cardiovascolare.
LDL (Low Density Lipoproteins)
Le LDL trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti periferici.
Il problema non sembra essere la LDL in sé, ma soprattutto:
- l’ossidazione delle LDL;
- l’infiammazione vascolare;
- lo stress ossidativo;
- la glicazione.
Le LDL ossidate vengono riconosciute dai macrofagi e contribuiscono alla formazione delle placche aterosclerotiche.
Studi principali
- Huxley RR et al. Circulation. 2011.
- Barter P et al. N Engl J Med. 2007.
Aterosclerosi: un processo infiammatorio complesso
Oggi l’aterosclerosi viene considerata non solo un accumulo passivo di grassi, ma un fenomeno infiammatorio cronico della parete arteriosa.
Secondo Russell Ross, uno dei principali ricercatori del settore:
“L’aterosclerosi rappresenta una risposta infiammatoria fibroproliferativa della parete vascolare.”
Meccanismi coinvolti
- infiammazione cronica;
- stress ossidativo;
- LDL ossidate;
- disfunzione endoteliale;
- alterazioni immunitarie;
- insulino-resistenza.
Riferimenti
- Ross R. Nature. 1993.
- Ross R. Am J Pathol. 1993.
Colesterolo, stress e sindrome metabolica
Lo stress cronico aumenta:
- adrenalina;
- cortisolo;
- noradrenalina.
Questi ormoni:
- aumentano la lipolisi;
- alterano il metabolismo lipidico;
- riducono i recettori epatici LDL;
- favoriscono l’aumento della colesterolemia.
Anche iperglicemia, obesità viscerale e sedentarietà influenzano profondamente il rischio cardiovascolare.
Le statine: efficacia e limiti
Le statine riducono la sintesi di colesterolo inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi.
Numerosi studi clinici hanno mostrato una riduzione degli eventi cardiovascolari soprattutto nella prevenzione secondaria.
Possibili effetti collaterali segnalati
- dolori muscolari;
- riduzione del coenzima Q10;
- alterazioni epatiche;
- stanchezza;
- alterazioni metaboliche;
- disturbi cognitivi in soggetti predisposti.
L’intolleranza alle statine è stimata tra il 5% e il 10%.
Riferimenti
- European Guidelines on cardiovascular disease prevention, 2016.
- Becker DJ et al. Ann Intern Med. 2009.
- Michel de Lorgeril et al. Journal of Controversies in Biomedical Research. 2015.
Il ruolo della nutrizione e dello stile di vita
Le evidenze scientifiche mostrano che il rischio cardiovascolare non dipende esclusivamente dal colesterolo totale, ma dall’interazione tra:
- infiammazione;
- glicemia;
- stress ossidativo;
- pressione arteriosa;
- attività fisica;
- microbiota intestinale;
- qualità alimentare.
L’attività aerobica regolare aumenta le HDL e migliora il profilo metabolico.
Anche una dieta ricca di:
- fibre;
- vegetali;
- antiossidanti;
- polifenoli;
- grassi insaturi
può contribuire al mantenimento della salute cardiovascolare.