Le malattie allergiche e il funzionamento del sistema immunitario: meccanismi patogenetici e strategie di intervento integrato
il 07/07/2026

Le malattie allergiche e il funzionamento del sistema immunitario: meccanismi patogenetici e strategie di intervento integrato

Le malattie allergiche sono caratterizzate da un’alterazione del sistema immunitario, che reagisce in maniera eccessiva nei confronti di sostanze normalmente innocue per l’organismo. Pollini, acari della polvere, peli di animali, muffe, alimenti, cosmetici, detergenti, tinture per capelli o materiali professionali possono essere riconosciuti come elementi estranei e attivare una risposta infiammatoria sproporzionata. Le manifestazioni cliniche possono essere molto diverse tra loro e comprendere rinite allergica, congiuntivite, asma bronchiale, orticaria, eczema e dermatiti da contatto.

Nelle reazioni allergiche immediate, un ruolo centrale è svolto dalle immunoglobuline E, note come IgE. Questi anticorpi si legano a specifici recettori presenti sulla superficie di mastociti e basofili. Quando l’allergene entra nuovamente in contatto con l’organismo sensibilizzato, si lega alle IgE già presenti su queste cellule e ne provoca l’attivazione. Il risultato è la liberazione di mediatori infiammatori, tra cui l’istamina, responsabile di molti sintomi tipici dell’allergia: congestione delle mucose, starnuti, prurito, lacrimazione, arrossamento cutaneo, tosse, broncospasmo e sensazione di difficoltà respiratoria.

Non tutte le reazioni allergiche, tuttavia, seguono lo stesso meccanismo. Nelle dermatiti allergiche da contatto, come nel caso del nichel, la risposta immunitaria è prevalentemente cellulo-mediata e non necessariamente accompagnata da un aumento delle IgE nel sangue. Questa distinzione è importante perché permette di orientare meglio gli accertamenti diagnostici. In caso di rinite, asma o episodi allergici intensi, può essere utile valutare le IgE totali e le IgE specifiche, insieme a test allergologici mirati, sempre sotto guida medica.

L’istamina rappresenta uno dei principali mediatori della sintomatologia allergica. È una molecola azotata prodotta e immagazzinata soprattutto nei mastociti, pronta a essere rilasciata in seguito all’attivazione immunitaria. Una volta liberata, aumenta la permeabilità dei vasi sanguigni, favorisce edema e gonfiore, stimola le terminazioni nervose responsabili del prurito e contribuisce alla contrazione della muscolatura liscia bronchiale. Per questo motivo la reazione allergica non deve essere considerata un semplice fastidio locale, ma una risposta infiammatoria complessa che coinvolge più sistemi biologici.

Il trattamento farmacologico convenzionale, basato su antistaminici e corticosteroidi, può essere fondamentale nelle fasi acute e nei quadri clinici importanti. Gli antistaminici riducono l’effetto dell’istamina sui tessuti, mentre i corticosteroidi attenuano l’infiammazione e l’attivazione immunitaria. Tuttavia, quando il problema tende a ripresentarsi in modo cronico, è utile affiancare alla gestione sintomatica una valutazione più ampia delle cause predisponenti, della salute delle mucose, dell’esposizione agli allergeni, della dieta, dello stato infiammatorio generale e dell’equilibrio intestinale.

La relazione tra vie respiratorie, pelle e intestino è oggi interpretata anche attraverso il concetto di asse mucosale e di dialogo immunitario sistemico. Le mucose respiratorie e intestinali condividono meccanismi di difesa, cellule immunitarie, mediatori infiammatori e interazioni con il microbiota. Alterazioni della flora intestinale, ridotta diversità microbica e compromissione della barriera intestinale sono state associate a una maggiore predisposizione alle malattie allergiche, soprattutto in età pediatrica. Questo non significa che ogni allergia dipenda dall’intestino, ma indica che l’equilibrio intestinale può modulare la soglia di reattività immunitaria.

In una prospettiva integrata, alcuni rimedi naturali vengono tradizionalmente impiegati per sostenere la risposta dell’organismo nelle manifestazioni allergiche lievi o ricorrenti. L’olio di semi di lino, di borragine, di enotera, ricchi di acido alfa-linolenico e acidi grassi polinsaturi della serie omega-3, molecole coinvolte nella modulazione della risposta infiammatoria. Attraverso l’equilibrio tra mediatori pro-infiammatori e pro-risolutivi, gli acidi grassi omega-3 possono contribuire a ridurre la produzione di leucotrieni e prostaglandine associate all’infiammazione allergica.

Il ribes nigrum è spesso utilizzato in fitoterapia per il suo contenuto di polifenoli, antociani, flavonoidi e vitamina C. Le foglie e i germogli vengono tradizionalmente impiegati per sostenere la risposta fisiologica dell’organismo nei periodi di maggiore reattività allergica. La sua azione viene descritta come antinfiammatoria e di supporto alla modulazione immunitaria, anche se non deve essere considerata equivalente a una terapia cortisonica farmacologica. Può rappresentare un supporto complementare, da valutare in base al quadro clinico individuale.

La camomilla e l’eufrasia sono frequentemente impiegate per il benessere oculare in presenza di irritazione, lacrimazione e fastidio congiuntivale. La camomilla contiene composti ad azione lenitiva, tra cui apigenina e altri flavonoidi, mentre l’eufrasia è tradizionalmente utilizzata nelle preparazioni oftalmiche per il sollievo delle mucose oculari irritate. In caso di congiuntivite importante, secrezioni purulente, dolore o riduzione della vista, l’automedicazione non è indicata e serve una valutazione medica tempestiva.

L’issopo viene citato nella tradizione fitoterapica per la presenza di composti aromatici e sostanze ad azione fluidificante sulle secrezioni bronchiali. In caso di rinite allergica con muco denso o sintomi respiratori lievi, può essere considerato un rimedio di supporto, ma gli oli essenziali richiedono particolare cautela. Devono essere usati solo in forme e dosaggi appropriati, evitando l’impiego improprio nei bambini, in gravidanza, nei soggetti asmatici sensibili o nelle persone con storia di broncospasmo.

Anche gli oligoelementi sono talvolta utilizzati in ambito integrato. Il manganese viene tradizionalmente associato alla diatesi allergica e impiegato prima del periodo critico stagionale per sostenere la regolazione della risposta immunitaria. Le evidenze cliniche disponibili sono meno robuste rispetto a quelle dei farmaci antiallergici convenzionali, ma l’interesse biologico riguarda la partecipazione di alcuni oligoelementi ai sistemi enzimatici antiossidanti e alla modulazione dello stress ossidativo.

 La dieta di rotazione viene proposta in alcuni approcci nutrizionali integrati quando si sospetta che specifici alimenti, assunti in modo ripetitivo, possano contribuire a mantenere una condizione di infiammazione di basso grado. L’obiettivo non è demonizzare un alimento, ma ridurre il sovraccarico alimentare e osservare se la modulazione dell’esposizione produce un miglioramento dei sintomi. Questo approccio deve essere distinto dalle allergie alimentari IgE-mediate, nelle quali l’alimento responsabile può scatenare reazioni anche gravi e richiede una gestione allergologica precisa.

Nel caso di orticaria, asma, rinite persistente o eczema ricorrente, è importante evitare interpretazioni semplicistiche. Le allergie possono dipendere da allergeni inalanti, alimenti, farmaci, additivi, sostanze professionali, contatto cutaneo, infezioni, stress, alterazioni della barriera cutanea e predisposizione genetica. Una valutazione corretta può includere anamnesi dettagliata, dosaggio delle IgE totali, IgE specifiche, prick test, patch test per dermatite da contatto, valutazione respiratoria in caso di asma e indagini mirate quando vi è sospetto di coinvolgimento alimentare.

Un approccio realmente efficace alle malattie allergiche deve quindi integrare controllo dei sintomi, identificazione degli allergeni, riduzione dell’esposizione, protezione delle mucose, attenzione alla salute intestinale e uso prudente dei rimedi naturali. I trattamenti integrati possono avere un ruolo di supporto, ma non sostituiscono la terapia medica quando sono presenti asma, dispnea, reazioni sistemiche, angioedema, orticaria diffusa o rischio di anafilassi. In questi casi la priorità resta la sicurezza clinica e la gestione specialistica.

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