Una fibra che lavora sull’ecosistema intestinale
L’intestino non è soltanto l’organo deputato alla digestione e all’eliminazione dei residui alimentari. È un sistema biologico nel quale interagiscono motilità, acqua, mucosa intestinale, microbiota, metabolismo e segnali neuroendocrini.
La fibra alimentare occupa in questo sistema una posizione particolare perché agisce contemporaneamente sul volume e sulla consistenza del contenuto intestinale, sulla velocità di assorbimento dei nutrienti e, nel caso delle fibre fermentescibili, sul metabolismo del microbiota. La fermentazione di alcune fibre produce acidi grassi a corta catena, tra cui acetato, propionato e butirrato, molecole che partecipano alla comunicazione tra microbiota, epitelio intestinale e cellule enteroendocrine.
È proprio questo approccio fisiologico che guida la formulazione di Aloe Fibra: associare una fibra ad elevata capacità di trattenere acqua come lo Psyllio, una fibra viscosa come la gomma di guar e una quota di FOS fermentescibili. Il risultato è una combinazione che agisce attraverso meccanismi complementari sulla consistenza delle feci, sulla regolarità del transito e sull’ambiente intestinale. La documentazione tecnica del prodotto identifica infatti come obiettivi fisiologici la regolarizzazione del transito, l’aumento della massa fecale, la modulazione del microbiota e un contributo al metabolismo glucidico e lipidico.
La formulazione è 100% vegetale e vegana, coerentemente con la filosofia Moltitudo, che sviluppa formule vegane con materie prime selezionate e prive di ingredienti animali.
La formulazione
La dose giornaliera di 10 g di polvere apporta:
Psyllio (Plantago ovata F.), tegumento del seme, polvere: 5,130 g
Gomma di guar (Cyamopsis tetragonoloba), seme, polvere: 3,670 g
Frutto-oligosaccaridi (FOS), titolati ≥93%: 1,2 g, pari a 1,116 g di FOS
La formulazione è quindi costituita prevalentemente da fibre solubili, con tre caratteristiche funzionali differenti: capacità di rigonfiamento, viscosità e fermentescibilità.
Posologia
La dose giornaliera complessiva è di 10 g di polvere.
Per una migliore tollerabilità e per distribuire l’apporto di fibra nell’arco della giornata, la dose può essere suddivisa in 2 somministrazioni da 5 g, ciascuna accompagnata da un abbondante bicchiere d’acqua.
La fibra di Psyllio assorbe acqua e aumenta considerevolmente il proprio volume; è quindi fondamentale assumere il prodotto con una quantità adeguata di liquidi. La documentazione tecnica evidenzia infatti che l’adeguata idratazione è essenziale per evitare fenomeni di gonfiore e, soprattutto, il raro rischio di ostruzione quando le fibre rigonfianti vengono assunte senza sufficiente acqua.
In caso di contemporanea assunzione di farmaci o di integratori caratterizzati da assorbimento particolarmente sensibile, è prudente distanziare l’assunzione della fibra, perché Psyllio e guar possono modificare la viscosità del contenuto intestinale e quindi la velocità di assorbimento di alcune sostanze. Il dossier tecnico suggerisce una distanza prudenziale di circa 2–3 ore.
Il razionale: tre fibre, tre meccanismi complementari
Psyllio: acqua, volume e consistenza delle feci
Lo Psyllio è costituito principalmente da mucillagini polisaccaridiche altamente idrofile. A contatto con l’acqua forma una massa gelatinosa capace di trattenere acqua, aumentare il volume del contenuto intestinale e rendere le feci più morbide e facilmente evacuabili.
Questo meccanismo è particolarmente interessante quando l’obiettivo nutrizionale è favorire la regolarità intestinale senza ricorrere a lassativi stimolanti.
Le evidenze cliniche sono solide per la fibra di Psyllio. Una meta-analisi di studi randomizzati sulla supplementazione di fibre nella stipsi cronica ha incluso 16 RCT e 1.251 partecipanti; lo Psyllio è risultato tra le fibre con gli effetti più consistenti sull’aumento della frequenza evacuativa e sul miglioramento della consistenza delle feci.
Anche sul metabolismo lipidico esistono dati clinici importanti. Una meta-analisi di otto studi controllati, condotti su soggetti con ipercolesterolemia, ha evidenziato che circa 10,2 g/die di Psyllio, associati alla dieta, hanno ridotto il colesterolo totale del 4% e il colesterolo LDL del 7% rispetto al controllo.
La quantità di Psyllio presente in Aloe Fibra, pari a 5,130 g/die, è inferiore alla dose utilizzata negli studi lipidici sopra citati; pertanto il razionale principale del prodotto rimane quello intestinale e non deve essere interpretato come un trattamento dell’ipercolesterolemia.
Gomma di guar: viscosità e modulazione dell’assorbimento
La gomma di guar è costituita prevalentemente da galattomannani. A contatto con l’acqua aumenta la viscosità del contenuto intestinale, contribuendo a modificare la velocità con cui i nutrienti vengono disponibili per l’assorbimento.
Questo meccanismo è particolarmente interessante nell’ambito di una dieta equilibrata perché la fibra viscosa può contribuire a rendere più graduale la risposta metabolica al pasto.
La letteratura clinica sulla gomma di guar è particolarmente consistente per il metabolismo lipidico. Una meta-analisi di 19 studi randomizzati ha evidenziato riduzioni significative del colesterolo totale e LDL con la supplementazione di guar. Una successiva revisione sistematica e meta-analisi di 25 studi randomizzati ha riportato risultati analoghi.
Anche in questo caso, tuttavia, gli effetti osservati negli studi non devono essere automaticamente attribuiti alla dose contenuta nel prodotto: la funzione principale della gomma di guar nella formulazione è quella di completare l’azione fisica dello Psyllio attraverso la formazione di una matrice viscosa.
FOS: nutrimento per il microbiota
I frutto-oligosaccaridi sono carboidrati non digeribili che raggiungono il colon e possono essere utilizzati dal microbiota intestinale.
La loro fermentazione produce metaboliti, inclusi acidi grassi a corta catena, che contribuiscono all’interazione tra microbiota, mucosa intestinale e metabolismo dell’ospite.
Uno studio clinico di Bouhnik e collaboratori ha mostrato un aumento dose-dipendente dei bifidobatteri fecali dopo somministrazione di FOS in soggetti sani.
Nel prodotto la quantità di FOS effettivamente apportata è pari a 1,116 g/die. Si tratta quindi di una quantità relativamente contenuta rispetto ai dosaggi utilizzati negli studi classici sui FOS; è più corretto parlare di contributo prebiotico alla formulazione piuttosto che attribuire al prodotto un effetto terapeutico sulla composizione del microbiota.
Perché associare Psyllio, guar e FOS?
Il punto di forza della formulazione non è la presenza isolata di una singola fibra, ma la complementarità dei tre meccanismi.
Lo Psyllio lavora soprattutto sulla capacità di trattenere acqua e sulla struttura delle feci.
La gomma di guar contribuisce alla viscosità del contenuto intestinale.
I FOS rappresentano invece una quota fermentescibile che può essere utilizzata dal microbiota.
In questo modo la formulazione integra una componente strutturale, una componente viscosizzante e una componente fermentescibile. La documentazione tecnica aziendale descrive proprio questa sinergia come base del razionale formulativo.
Il razionale nell’alimentazione moderna
La fibra è particolarmente importante in un'alimentazione caratterizzata da un'elevata presenza di alimenti raffinati e da un ridotto consumo di vegetali, legumi e cereali integrali.
Nel blog Moltitudo dedicato alla relazione tra fame, metabolismo e dimagrimento viene sottolineato come la fibra intervenga contemporaneamente sul volume del contenuto gastrico, sulla velocità di svuotamento, sulla disponibilità dei nutrienti e sulla fermentazione da parte del microbiota. I metaboliti prodotti dalla fermentazione possono inoltre interagire con le cellule enteroendocrine coinvolte nella produzione di segnali quali GLP-1 e PYY.
Aloe Fibra deve quindi essere considerato soprattutto come uno strumento di supporto all'apporto quotidiano di fibra, all'interno di un'alimentazione che continui a privilegiare verdura, frutta intera, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi.
Non sostituisce una dieta ricca di alimenti vegetali: la supplementazione dovrebbe completare, non sostituire, la qualità complessiva dell'alimentazione.
Aloe Fibra e diverticolosi
Nel caso della diverticolosi è importante distinguere la presenza dei diverticoli dalla diverticolite.
La diverticolosi consiste nella presenza di diverticoli del colon e può rimanere completamente asintomatica. La diverticolite è invece una condizione infiammatoria che può richiedere valutazione e trattamento medico.
Il razionale nutrizionale dell'apporto di fibra nella diverticolosi nasce dalla capacità delle fibre di aumentare la massa fecale, trattenere acqua e favorire una consistenza delle feci più favorevole all'evacuazione.
Tuttavia, la letteratura moderna richiede prudenza: le evidenze disponibili non consentono di affermare che un integratore di fibre prevenga o curi la diverticolite. Una linea guida evidence-based sulla malattia diverticolare segnala infatti che le prove specifiche sull'impiego di una dieta ricca di fibre o di supplementi di fibre nella malattia diverticolare sintomatica non sono sufficienti per formulare una raccomandazione terapeutica specifica, pur riconoscendo l'importanza generale di un adeguato apporto di fibra nell'alimentazione.
Per questo Aloe Fibra può essere razionalmente inserito in un programma nutrizionale finalizzato alla regolarità intestinale e alla corretta consistenza delle feci in soggetti selezionati, ma non deve essere presentato come trattamento dei diverticoli o della diverticolite.
In presenza di dolore addominale importante o persistente, febbre, sangue nelle feci, vomito, alterazioni acute dell'alvo o sospetta diverticolite, è necessario rivolgersi al medico e non utilizzare l'integratore come alternativa alla valutazione sanitaria.
Tollerabilità
L'introduzione di una quantità significativa di fibra può provocare, soprattutto nelle prime fasi, meteorismo, distensione addominale o variazioni della frequenza evacuativa.
La documentazione tecnica riporta per lo Psyllio la possibilità di gonfiore e meteorismo e sottolinea l'importanza dell'assunzione con acqua; per la gomma di guar sono descritti soprattutto flatulenza e disturbi addominali transitori, mentre i FOS possono determinare produzione di gas in soggetti particolarmente sensibili.
Per questo motivo, nelle persone che consumano abitualmente poca fibra, può essere utile introdurre il prodotto gradualmente e mantenere un adeguato apporto di acqua durante la giornata.
Perché scegliere una fibra vegana Moltitudo
Aloe Fibra nasce da una logica formulativa essenziale: utilizzare fibre di origine vegetale con caratteristiche fisico-chimiche differenti, senza trasformare il prodotto in una miscela complessa di ingredienti non necessari.
La formulazione è vegana, coerente con l'identità Moltitudo e con la filosofia del marchio, che dichiara lo sviluppo di integratori e cosmetici innovativi vegan e l'impiego di materie prime selezionate.
Il valore della formula risiede quindi nella semplicità: Psyllio + guar + FOS, tre fibre vegetali che lavorano attraverso meccanismi differenti ma complementari.
NOTA BENE
NOTA BENE: Le informazioni presenti nelle schede prodotto di questo sito hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non rappresentano un parere medico. I contenuti pubblicati non intendono sostituire il rapporto con il medico né eventuali indicazioni, diagnosi o prescrizioni sanitarie. Le informazioni riportate descrivono gli ingredienti e le caratteristiche degli integratori alimentari, pensati come supporto all’equilibrio e al benessere dell’organismo all’interno di uno stile di vita sano. Gli integratori alimentari non sono medicinali e non devono essere utilizzati per prevenire, diagnosticare, trattare o attenuare malattie o condizioni patologiche.
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