La formulazione di Fisiodyn Moltitudo è stata sviluppata per offrire un supporto nutrizionale al fisiologico benessere dell'apparato muscolo-scheletrico durante l'invecchiamento, contribuendo al mantenimento della salute delle ossa, della normale funzione muscolare e della fisiologica mobilità articolare.
L'associazione di oleuropeina altamente titolata, polidatina, vitamina D3 e vitamina K2 (MK-7) nasce dall'integrazione di ingredienti caratterizzati da meccanismi d'azione complementari sul metabolismo osseo, sul controllo dello stress ossidativo, sulla risposta infiammatoria fisiologica e sulla regolazione del metabolismo del calcio.
L'invecchiamento biologico è infatti accompagnato da un progressivo incremento dello stress ossidativo, dall'attivazione di vie infiammatorie croniche di basso grado ("inflammaging"), dalla perdita di massa muscolare (sarcopenia), dalla riduzione della densità minerale ossea e dall'aumento della rigidità articolare.
Numerose evidenze dimostrano come tali fenomeni condividano meccanismi molecolari comuni, tra cui la disfunzione mitocondriale, la senescenza cellulare, l'attivazione del fattore NF-κB e l'aumento delle specie reattive dell'ossigeno (ROS).
La formulazione di Fisiodyn è stata concepita per sostenere fisiologicamente questi processi mediante nutrienti dotati di attività complementari.
Oleuropeina (Olea europaea L.) – Estratto di foglia
L'oleuropeina rappresenta il principale polifenolo bioattivo delle foglie dell'olivo ed è uno dei fitocomposti mediterranei maggiormente studiati negli ultimi vent'anni.
Oltre alla nota attività antiossidante, la letteratura scientifica attribuisce all'oleuropeina un'importante azione di modulazione dei processi infiammatori cronici, del metabolismo osseo, della funzionalità endoteliale e della salute articolare.
Numerosi studi sperimentali hanno dimostrato che l'oleuropeina riduce l'attivazione del fattore di trascrizione NF-κB, diminuisce la produzione di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-1β, IL-6), limita la produzione di radicali liberi e protegge il tessuto cartilagineo dallo stress ossidativo.
Parallelamente favorisce la fisiologica attività degli osteoblasti e contrasta l'eccessiva attivazione degli osteoclasti attraverso la modulazione della via RANK/RANKL/OPG, uno dei principali sistemi di regolazione del rimodellamento osseo.
Evidenze cliniche nella salute articolare
Uno degli studi clinici più rilevanti è rappresentato dal trial randomizzato multicentrico condotto da Horcajada e collaboratori, nel quale un estratto di foglie di olivo ricco in oleuropeina è stato somministrato a soggetti con dolore articolare del ginocchio. Dopo sei mesi di trattamento è stato osservato un miglioramento della funzionalità articolare e della qualità di vita, particolarmente evidente nei soggetti con maggiore sintomatologia iniziale.
Principali riferimenti
• Horcajada MN, et al. Effects of an olive leaf extract containing oleuropein on joint functionality and pain in adults with knee discomfort: randomized double-blind placebo-controlled trial. Nutrients. 2022.
• de Bock M, et al. Olive leaf polyphenols improve insulin sensitivity and cardiometabolic risk factors in overweight middle-aged men. PLoS One. 2013.
• Frumuzachi O, et al. Systemic health effects of oleuropein and hydroxytyrosol: systematic review of randomized controlled trials. Antioxidants. 2024.
Osteoporosi e metabolismo osseo
L'oleuropeina è stata ampiamente studiata anche nel metabolismo dell'osso. Modelli sperimentali dimostrano un incremento dell'attività osteoblastica, un aumento dell'espressione di osteocalcina, collagene di tipo I e fosfatasi alcalina ossea, con riduzione della perdita di massa ossea indotta da menopausa, infiammazione cronica e invecchiamento.
Le review più recenti suggeriscono che i polifenoli dell'olivo possano rappresentare un importante supporto nutrizionale nelle strategie preventive rivolte all'osteopenia e all'osteoporosi, grazie alla loro capacità di limitare l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, due dei principali promotori del riassorbimento osseo.
Principali studi
• Puel C, et al. Olive polyphenols and bone health. Nutrition Research Reviews. 2018.
• Chin KY, Ima-Nirwana S. Olive polyphenols and osteoporosis. International Journal of Environmental Research and Public Health. 2016.
• Hagiwara K, et al. Oleuropein promotes osteoblast differentiation and suppresses osteoclastogenesis. Bone. 2011.
Stress ossidativo e inflammaging
Con l'avanzare dell'età aumenta progressivamente la produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS), fenomeno strettamente correlato alla comparsa di sarcopenia, osteoporosi e degenerazione articolare.
L'oleuropeina esercita un'importante attività scavenger nei confronti dei radicali liberi e attiva il sistema Nrf2, uno dei principali regolatori endogeni delle difese antiossidanti cellulari. Questo meccanismo contribuisce a proteggere mitocondri, membrane cellulari e DNA dai danni ossidativi.
Diversi studi hanno inoltre documentato una riduzione dei marker plasmatici dello stress ossidativo dopo supplementazione con estratti standardizzati di foglie di olivo.
Sistema cardiovascolare e microcircolazione
Le alterazioni della microcircolazione rappresentano uno dei fattori che contribuiscono alla progressiva perdita della funzionalità muscolare e articolare.
L'oleuropeina migliora la biodisponibilità dell'ossido nitrico (NO), sostiene la funzione endoteliale e contribuisce alla fisiologica elasticità vascolare. Numerosi studi clinici riportano inoltre una riduzione dei marker infiammatori sistemici e un miglioramento della funzione vascolare nei soggetti con aumentato rischio cardiometabolico.
Studi clinici principali
• Lockyer S, et al. Olive leaf extract improves vascular function and reduces blood pressure. European Journal of Nutrition. 2017.
• Susalit E, et al. Olive leaf extract effectively lowers blood pressure. Phytomedicine. 2011.
• de Bock M, et al. PLoS One. 2013.
• Frumuzachi O, et al. Antioxidants. 2024.
Principali condizioni nelle quali la letteratura supporta l'impiego dell'oleuropeina
Le evidenze scientifiche disponibili supportano il ruolo fisiologico dell'oleuropeina come componente nutrizionale nelle strategie rivolte a:
• mantenimento della salute osteo-articolare durante l'invecchiamento;
• fisiologico metabolismo dell'osso;
• osteopenia e osteoporosi (nell'ambito di una dieta equilibrata e di un adeguato apporto di calcio e vitamina D);
• benessere articolare e mobilità;
• controllo dello stress ossidativo;
• inflammaging;
• fisiologica funzione cardiovascolare e microcircolatoria;
• mantenimento della normale funzione endoteliale.
Polidatina (Fallopia japonica) – Il polifenolo della longevità cellulare
La polidatina (piceid) è il principale glucoside naturale del resveratrolo, estratto dalla radice di Fallopia japonica (Reynoutria japonica). Rispetto al resveratrolo libero, presenta una maggiore stabilità chimica, una migliore biodisponibilità e una più elevata resistenza alla degradazione enzimatica, caratteristiche che ne favoriscono l'assorbimento intestinale e la permanenza nell'organismo.
Negli ultimi anni la polidatina ha attirato crescente interesse nella ricerca biomedica per la sua capacità di modulare simultaneamente numerosi meccanismi coinvolti nell'invecchiamento biologico, nello stress ossidativo, nell'infiammazione cronica e nel metabolismo osseo. In particolare, uno dei bersagli molecolari maggiormente studiati è rappresentato dalla proteina SIRT1 (Silent Information Regulator 1), considerata uno dei principali regolatori della longevità cellulare, dell'omeostasi mitocondriale e dei processi di riparazione dei tessuti.
Attivazione di SIRT1 e protezione dall'invecchiamento
L'attivazione di SIRT1 determina una serie di effetti biologici particolarmente rilevanti nei processi degenerativi dell'apparato muscolo-scheletrico.
La letteratura dimostra che la polidatina favorisce:
• la biogenesi mitocondriale;
• la produzione di energia cellulare;
• l'attivazione dell'autofagia fisiologica;
• la riparazione del DNA;
• la riduzione della senescenza cellulare;
• la modulazione della risposta infiammatoria cronica.
Parallelamente, la polidatina attiva il sistema Nrf2, incrementando la produzione degli enzimi antiossidanti endogeni (superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi), mentre riduce l'attivazione della via NF-κB, principale regolatore dell'infiammazione cronica di basso grado ("inflammaging"). Questi meccanismi sono oggi considerati fondamentali per il mantenimento della salute di osso, cartilagine, muscolo e sistema cardiovascolare durante l'invecchiamento.
Polidatina e metabolismo osseo
Uno degli ambiti più promettenti della ricerca riguarda il ruolo della polidatina nel rimodellamento dell'osso.
Numerosi studi sperimentali dimostrano che essa:
• favorisce la differenziazione degli osteoblasti;
• aumenta la sintesi di collagene di tipo I;
• incrementa l'espressione di osteocalcina;
• stimola la mineralizzazione della matrice ossea;
• riduce l'attività degli osteoclasti responsabili del riassorbimento osseo.
Tali effetti risultano mediati principalmente dalla regolazione delle vie BMP-2, Wnt/β-catenina, SIRT1 e AMPK, fondamentali per il mantenimento della densità minerale ossea.
Le più recenti revisioni scientifiche suggeriscono che la polidatina rappresenti uno dei polifenoli naturali più interessanti nel supporto nutrizionale destinato alla prevenzione dell'osteopenia e dell'osteoporosi, pur sottolineando la necessità di ulteriori studi clinici nell'uomo.
Principali riferimenti
• Du Y, Peng N, Zhang Q. Protective effects of polydatin against bone and joint disorders: the in vitro and in vivo evidence so far. Nutrition Research Reviews. 2024.
• Liu K, Liu J, Xu A, Ding J. The role of polydatin in inhibiting oxidative stress through SIRT1 activation. Journal of Ethnopharmacology. 2024.
• Zhang Y, et al. Polydatin promotes osteoblast differentiation through SIRT1/AMPK signalling.
Salute articolare e osteoartrosi
L'osteoartrosi rappresenta una delle principali cause di dolore e disabilità nella popolazione anziana ed è caratterizzata dalla progressiva degenerazione della cartilagine articolare, dall'infiammazione della membrana sinoviale e dal rimodellamento dell'osso subcondrale.
La polidatina ha mostrato una significativa attività protettiva nei confronti del tessuto cartilagineo attraverso numerosi meccanismi:
• riduzione della produzione di IL-1β, TNF-α e IL-6;
• inibizione delle metalloproteinasi (MMP-3 e MMP-13), coinvolte nella degradazione della cartilagine;
• protezione dei condrociti dall'apoptosi;
• riduzione dello stress ossidativo;
• miglioramento del metabolismo dell'osso subcondrale;
• modulazione della polarizzazione dei macrofagi verso un fenotipo antinfiammatorio.
Un recente studio sperimentale pubblicato nel 2025 ha inoltre dimostrato che la polidatina rallenta significativamente la progressione dell'osteoartrosi preservando contemporaneamente cartilagine e osso subcondrale.
Muscolo, sarcopenia e funzione mitocondriale
La perdita progressiva di massa e forza muscolare rappresenta uno dei principali fattori di fragilità nell'anziano.
Diversi studi sperimentali hanno evidenziato come la polidatina:
• migliori la funzione mitocondriale;
• aumenti la produzione di ATP;
• riduca lo stress ossidativo muscolare;
• favorisca la biogenesi mitocondriale;
• protegga le fibre muscolari dai danni infiammatori.
L'attivazione di SIRT1, PGC-1α e AMPK è oggi considerata uno dei principali meccanismi biologici coinvolti nella prevenzione della sarcopenia e della perdita di funzionalità muscolare durante l'invecchiamento.
Sistema cardiovascolare e protezione endoteliale
La polidatina esercita effetti favorevoli anche sull'endotelio vascolare.
Le evidenze sperimentali dimostrano:
• aumento della biodisponibilità di ossido nitrico (NO);
• miglioramento della funzione endoteliale;
• riduzione dell'ossidazione delle LDL;
• protezione del microcircolo;
• diminuzione dell'infiammazione vascolare;
• miglioramento della funzionalità mitocondriale delle cellule endoteliali.
Questi effetti risultano particolarmente interessanti considerando la stretta relazione esistente tra salute cardiovascolare, metabolismo osseo e funzionalità muscolare nell'invecchiamento.
Stress ossidativo e infiammazione cronica
Uno degli aspetti maggiormente documentati riguarda l'attività antiossidante della polidatina.
La molecola:
• neutralizza i radicali liberi;
• riduce la perossidazione lipidica;
• protegge il DNA cellulare;
• limita il danno mitocondriale;
• riduce l'attivazione dell'inflammasoma NLRP3;
• modula HMGB1, p53 e numerose proteine coinvolte nella senescenza cellulare.
Questi meccanismi contribuiscono a limitare il deterioramento progressivo dei tessuti durante l'invecchiamento biologico e rappresentano uno dei principali razionali scientifici per l'impiego della polidatina nei programmi nutrizionali dedicati alla longevità.
Principali condizioni nelle quali la letteratura supporta l'impiego della polidatina
Le evidenze scientifiche disponibili supportano il ruolo fisiologico della polidatina come componente nutrizionale destinata al mantenimento di:
• salute osteo-articolare;
• fisiologico metabolismo osseo;
• osteopenia e osteoporosi;
• mobilità articolare;
• benessere della cartilagine;
• funzione muscolare durante l'invecchiamento;
• contrasto dello stress ossidativo;
• inflammaging;
• salute cardiovascolare;
• fisiologica funzione mitocondriale e processi di longevità cellulare.
UTERIORI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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